Barcellona, rischio revoca dei fondi Pnrr per il canile comunale: in ballo oltre 840mila euro

Il Ministero dell’Interno avvia il procedimento per i ritardi del Comune. Possibile la restituzione delle somme già spese per progettazione e indagini

Il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto rischia di perdere i fondi del Pnrr destinati al nuovo canile municipale, per un totale di 843.823 euro. Il procedimento di revoca è stato avviato dal Ministero dell’Interno, attraverso la Direzione centrale della Finanza locale.

Secondo quanto notificato lo scorso 2 ottobre, i ritardi accumulati dall’ente avrebbero comportato il mancato avvio della gara per l’affidamento dei lavori, obbligatoria entro i termini fissati dal bando.

I dettagli del finanziamento

Il contributo, previsto dall’articolo 1, comma 778, della legge 178/2020 e rifinanziato dalla legge 234/2021, era così ripartito:

  • 392.276 euro per il 2021
  • 451.546 euro per il 2022

Le somme erano destinate alla progettazione e costruzione di un rifugio comunale per cani randagi, conforme alle norme regionali.

I motivi della revoca

Secondo gli uffici ministeriali, il Comune non avrebbe mai dato avvio alla procedura di gara per i lavori, nonostante i numerosi solleciti. L’atto richiama l’articolo 3 dell’avviso pubblico del 7 maggio 2021, che prevedeva il completamento dell’opera entro 12 mesi dalla comunicazione del finanziamento.

In caso di inadempienza, la normativa prevede la restituzione delle somme già trasferite o il loro recupero da parte del Ministero.

Tempi e controdeduzioni

Il procedimento di revoca, avviato ai sensi della legge 241/1990, dovrà concludersi entro 30 giorni dalla notifica. Tuttavia, il Comune avrà la possibilità di presentare controdeduzioni documentate entro 15 giorni.

Se queste non verranno accolte, scatterà la revoca definitiva e l’obbligo di restituzione. Resta aperta la possibilità di ricorso al TAR del Lazio entro un anno.

Una struttura attesa da anni

Il finanziamento faceva parte di quelli destinati ai Comuni in dissesto o predissesto per la messa a norma o la costruzione di canili. Barcellona, inserita tra gli enti beneficiari nel febbraio 2022, avrebbe dovuto finalmente dotarsi di una struttura moderna e sicura per la gestione dei randagi.

Ora però, senza un rapido intervento, l’opera rischia di sfumare, con la perdita di un finanziamento strategico e la beffa della restituzione delle somme già utilizzate per progettazioni e indagini preliminari.

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