Barcellona, coltivava cannabis in casa per uso personale: 23enne assolto

Il Giudice ha accolto la tesi del legale Gaetano Pino ed ha assolto l’imputato perché il fatto non costituisce reato

Era stato accusato di coltivazione di sostanza stupefacente e detenzione di marjuana ai fini di spaccio un giovane incensurato studente 23enne barcellonese, che era stato fermato dai Carabinieri del nucleo operativo di Barcellona a conclusione di una dettagliata perquisizione all’interno della sua abitazione, nell’ambito di una più ampia serie di controlli mirati alla repressione sia del traffico di droga che delle relative piazze di spaccio.

Nell’abitazione i militari dell’Arma avevano rinvenuto sostanza stupefacente già suddivisa in varie parti ed una rudimentale piantagione in pieno stato vegetativo pronta per essere raccolta e trasformata in sostanza da consumare. I Carabinieri avevano immediatamente sequestrato la piantagione, la sostanza ed i vari oggetti collegati alla presunta attività illecita. In sede di giudizio il difensore, avvocato Gaetano Pino, ha dimostrato invece che la sostanza sequestrata era esclusivamente finalizzata all’uso personale e che la piantagione domestica era assolutamente rudimentale e di quantità non rilevante e che pertanto non era destinata alla fornitura di alcuna piazza di spaccio, sostenendo, contrariamente all’ipotesi d’accusa, che proprio la coltivazione domestica e l’autoconsumo evitano di incrementare il mercato illegale di stupefacenti.

Il Pm si era opposto chiedendo la condanna dell’imputato. Il Giudice ha accolto la tesi del legale Gaetano Pino ed ha assolto l’imputato perché il fatto non costituisce reato. In soccorso dell’imputato assolto, anche le ultime sentenze della Cassazione che hanno già annullato sentenze di condanna per piccoli coltivatori per il proprio fabbisogno.

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