di REDAZIONE
La crisi climatica continua ad essere argomento dalle forti preoccupazioni a livello mondiale. Citando solamente l’esempio italiano in queste ultime settimane abbiamo visto ondate di caldo e incendi al sud e tempeste al nord.
Intanto in Europa la Grecia lotta con gli incendi da due settimane, mentre in Austria le piogge battenti hanno causato inondazioni in diverse aree del Paese. A Evros, nella Grecia nordorientale i roghi hanno incenerito, nel giro di quattordici giorni, un’area di 812, 6 chilometri quadrati. Questi i dati forniti da Copernicus, il satellite dell’Agenzia spaziale europea per l’osservazione della superficie terrestre. Per le operazioni di spegnimento sono state coinvolte fino ad adesso 129 autopompe con un equipaggio di 586 persone, il supporto di sei aerei antincendio e due elicotteri. Squadre impegnate da 14 giorni per cercare di porre rimedio alla situazione, senza essere però riuscite a domare del tutto le fiamme.
In Austria la brusca interruzione dell’estate ha causato danni con piogge battenti che dallo scorso lunedì hanno causato inondazioni in tutto il Paese. In Tirolo le valli di Otztal e Inntal sono rimaste isolate per giorni, dopo il crollo di cinquanta metri della strada che le collega. I lavori per ripristinare i collegamenti sono già cominciati, e dovrebbero terminare entro una settimana. Nella valle di Hinteres Ötztal 5mila turisti sono rimasti bloccati, la situazione è seria, ma le autorità del paese hanno rassicurato sulla disponibilità di viveri e altri generi di rifornimenti. La zona più colpita è il distretto di Runhof, dove l’acqua ha allagato otto abitazioni.

