Di STEFANO SCIBILIA
L’ACCOGLIENZA A BUDAPEST
La premier Giorgia Meloni, è arrivata al Museo delle belle arti di Budapest, per partecipare al Demographic Summit, accompagnata dal ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto e dopo essere stata accolta dalla presidente dell’Ungheria, Katalin Novak ha tenuto il suo discorso assieme al primo ministro ungherese, Viktor Orban, al presidente della Bulgaria, Rumen Radev, e al vice presidente della Tanzania, Philip Isdor Mpango.
Durante il suo intervento la premier ha trattato svariati temi legati al futuro dell’Italia, con un ruolo primario nei confronti della famiglia, delle sfide demografiche e del lavoro, citando anche un discorso fatto nel 2019: “Anni fa ho fatto un discorso che mi ha dato popolarità. Ho detto, mi chiamo Giorgia, sono donna, sono madre, sono cristiana e nessuno me lo può togliere. Questo ha provocato degli attacchi, qualcuno ci ha fatto delle canzoni. Ma gli avversari non hanno capito quanto fossero le persone che hanno ritenuto quelle parole buone”.
IL TEMA MIGRANTI
L’aumento degli sbarchi a Lampedusa , dove nelle ultime 24 ore sono arrivati più di 6000 migranti , ha spinto la premier ha tornare sul tema migranti surante il suo intervento: “Spesso in maniera strumentale si sostiene che la migrazione contribuirà alla crescita delle nostre popolazioni . Io non sono d’accordo con questa narrazione. Sono convinta che le grandi nazioni devono prendersi la responsabilità di costruire il proprio futuro. I migranti, se pienamente integrati, possono dare un contributo ma dobbiamo essere più responsabili per noi, come cittadini europei, trovando soluzioni alle crisi del sistema europeo: il declino della popolazione non è un destino, è una scelta. E non è la scelta a cui guardiamo”.
Giorgia Meloni ha anche citato l’esempio dell’Ungheria, che con gli investimenti giusti ha aumentato il tasso di natalità e i posti di lavoro: “Ci sono nazioni più ricche dove nascono meno bambini, dobbiamo mobilitare le risorse per sostenere la famiglia così com’è, l’Ungheria dà un esempio perfetto. Anche il Papa lo ha detto nella sua visita pastorale. L’esempio dell’Ungheria dimostra che le cose possono cambiare se abbiamo il coraggio di fare le scelte e gli investimenti necessari. In Ungheria si è riusciti a fermare la tendenza in calo della natalità, sono aumentati i posti di lavoro, e anche l’occupazione femminile. Obiettivo del nostro governo rimanere in carica per molti anni, cosa inusuale in Italia, a differenza dell’Ungheria. Il nostro governo ha come priorità assoluta il numero di nascite, il sostegno alle famiglie. Per un futuro che sia migliore del presente”.
GLI INCIDENTI DI CAIVANO
La presidente del consiglio ha anche parlato degli ultimi avvenimenti a Caivano, dove c’è un alto tasso di criminalità e dove la stessa premier, su invito di padre don Maurizio Patricello, ha anche fatto una visita istituzionale per dare inizio ad una maggiore attività di controllo della zona, dando vita successivamente del decreto Caivano: “Ci sono stati incidenti molto gravi a Caivano, una cosiddetta zona franca in cui sembrava che lo stato si ritirasse ed è stato dato spazio libero alla criminalità organizzata. Il governo si è messo a lavorare su Caivano e altre zone, incoraggiamo le famiglie a prendersi le responsabilità nell’educazione dei figli, nella scolarizzazione, nell’accesso alle tecnologie: vogliamo garantire un ambiente più etico e libertà di istruzione, che è una delle fondamenta”.

