Matteo Messina Denaro in coma irreversibile: I medici interrompono l’alimentazione

Il 61enne nel testamento biologico avrebbe manifestato la volontà di non subire l’accanimento terapeutico con l’utilizzo delle macchine per essere tenuto in vita

Di REDAZIONE

Non vi era alcun dubbio che le precarie condizioni di salute di Matteo Messina Denaro lasciassero poche speranze di ripresa, dato che il tumore al quarto stadio da cui è affetto non lascia scampo ad alternative. Tuttavia è di ieri sera la notizia ufficiale secondo cui il boss dei boss, attualmente ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale de L’Aquila, è entrato ormai in coma irreversibile. Da qui la decisione dei medici di sospendere definitivamente l’alimentazione.

Messina Denaro, affetto da cancro, è stato arrestato lo scorso 16 gennaio e per mesi è stato sottoposto alla chemioterapia, con le sue condizioni di salute che sono precipitate giorno dopo giorno. Nonostante i numerosi interrogatori a cui è stato sottoposto, il capomafia non ha mai rivelato nulla dei segreti di Cosa Nostra, ma, al contrario, si è persino preso beffe degli interlocutori, sottolineando che, dopo 30 anni di latitanza, è stato preso solamente perché era malato.

Il 61enne nel testamento biologico avrebbe manifestato la volontà di non subire l’accanimento terapeutico con l’utilizzo delle macchine per essere tenuto in vita. Per questo anche con l’assenso della famiglia da alcune settimane è stato sottoposto alla terapia del dolore con la interruzione della chemioterapia e con il paziente che è passato in carico al reparto di rianimazione competente nella terapia del dolore, diretto dal professore Franco Marinangeli, e non più all’equipe oncologica diretta dal professor Luciano Mutti.

Al capezzale la nipote e legale Lorenza Guttadauria e la giovane figlia Lorenza, riconosciuta recentemente ed incontrata per la prima volta nel carcere di massima sicurezza dell’Aquila nello scorso mese di aprile.

Nelle ultime settimane le condizioni si sono aggravate ed i medici e le istituzioni preposte hanno deciso la permanenza in ospedale. I suoi legali avevano minacciato la presentazione di una istanza di scarcerazione perché lo stato di salute non era compatibile con la permanenza in carcere dove nei primi mesi di carcerazione era stato curato con la somministrazione della chemioterapia nell’ambulatorio ricavato ad hoc in una stanza difronte alla sua cella. Per una sola volta era stato trasferito al San Salvatore per effettuare degli esami.

Scopri di più da Le Cronache Dei Siciliani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere