Di REDAZIONE
Dopo le polemiche di questi ultimi giorni, legate al vistoso aumento del numero di sbarchi a Lampedusa, anche Giorgia Meloni, a distanza di un anno dal suo successo elettorale, ha ammesso che da questo punto di vista qualcosa non ha funzionato e c’è ancora da lavorare: “Speravo meglio sull’immigrazione. Abbiamo lavorato tantissimo, i risultati non sono quelli che speravamo di vedere. È un problema molto complesso, ma sono certa che ne verremo a capo. Ma questo tema merita una seconda fase di impegno”. Queste le parole della premier nell’intervista al Tg1 delle 20 di sabato 23 settembre.
La premier ha tracciato un bilancio dei primi 11 mesi del suo governo, ammettendo che i risultati sulla migrazione non sono stati soddisfacenti, ma ribadendo di aver contribuito a migliorare l’immagine dell’Italia all’estero: “Avevo promesso di consegnare un Italia migliore, ed oggi l’Italia è più credibile, più stabile, più ascoltata, ma penso che il bilancio debbano farlo gli italiani”. Secondo la presidente del Consiglio, “l’Italia era il fanalino di coda, mentre oggi cresce più di tutti gli altri Paesi europei”.
Meloni successivamente ha anche attaccato l’opposizione e il precedente Governo su Salario minimo e Superbonus: “Centoquaranta miliardi di euro di buco tolti alla sanità , all’istruzione, alle pensioni, per ristrutturare le seconde case e anche i castelli”. La premier ha infine difeso la scelta di ridurre la platea dei percettori del reddito di cittadinanza: “Abbiamo fatto la cosa giusta e quella che avevamo promesso: distinguere chi può lavorare da chi non può farlo. Chi non può lavorare mantiene il sussidio, chi può lavorare è giusto che abbia lavoro e formazione”.

