Di REDAZIONE
Un pizzino di qualche anno fa firmato da Matteo Messina Denaro e trovato nel suo covo di Campobello di Mazara il giorno del suo arresto, avvenuto lo scorso 16 gennaio, riporta una testimonianza sulle ultime volontà del boss dei boss dopo la sua morte: “Rifiuto ogni celebrazione religiosa perché fatta di uomini immondi che vivono nell’odio e nel peccato”.
Parole scritte in un periodo in cui Matteo Messina Denaro non era a conoscenza della malattia e che oggi ritornano di attualità : “Non sono coloro che si proclamano soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime, non saranno questi a rifiutare le mie esequie. Il rapporto con Dio è personale, non vuole intermediari e soprattutto non vuole alcun esecutore terreno. Gli anatemi sono espressioni umane non certo di chi è solo spirito e perdono. Sono io in piena coscienza e scienza che rifiuto tutto ciò perché ritengo che il mio rapporto con la fede è puro, spirituale e autentico, non contaminato e politicizzato. Dio sarà la mia giustizia, il mio perdono, la mia spiritualità . Chi come oggi osa cacciare e ritenere indegna la mia persona non sa che non avrà mai la possibilità di farlo perché io non lo consento, non ne darò la possibilità ”.

