Migranti, Piantedosi: “Criminalità organizzata non può determinare politiche migratorie”

Nella giornata di ieri il ministro Piantedosi era a Bruxelles e avrebbe dovuto firmare il Patto europeo sui migranti, ma per il momento le divergenze con Berlino hanno portato dei rallentamenti

Di REDAZIONE

Durante il suo intervento nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, in occasione della conferenza ministeriale internazionale organizzata dal Governo in collaborazione con l’Ufficio della Nazioni Unite, è tornato a trattare la questione migranti: “Nessuno Stato può accettare che la criminalità organizzata determini le politiche migratorie nazionali né che vengano praticate ignobili forme di schiavitù moderna. Riteniamo fondamentale il potenziamento della collaborazione con le Agenzie dell’Onu per ampliare i programmi di rimpatrio volontario assistito dai Paesi di transito verso i Paesi di origine. Si tratta di crimini particolarmente odiosi che integrano una grave violazione del diritto internazionale e arrecano un’offesa non solo alla dignità delle persone coinvolte ma anche al diritto di ogni Stato sovrano di regolamentare l’ingresso dei cittadini stranieri nel proprio territorio”.

Nella giornata di ieri il ministro Piantedosi era a Bruxelles e avrebbe dovuto firmare il Patto europeo sui migranti, ma per il momento le divergenze con Berlino hanno portato dei rallentamenti: “Proprio ieri in occasione del Consiglio Affari Interni a Bruxelles ho sottoposto ai colleghi europei una serie di iniziative per affrontare questa sfida epocale, riconducibili a due pilastri essenziali. Da un lato la necessità di potenziare la collaborazione con i Paesi di origine e transito dei flussi, per rafforzare la cooperazione di natura investigativa e rendere più efficace la risposta repressiva contro i trafficanti. Dall’altro lato, la necessità di agire concretamente sulle cause della migrazione e offrire ai migranti delle alternative legali ai loro progetti migratori”.

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