I diritti dell’uomo muoiono in mare ma siamo tutti troppo impegnati con lo spot di Esselunga

Il tribunale di Catania decide di opporsi alle condizioni presenti nell’ultimo decreto del Governo sul tema migranti, definendolo “illegittimo”

Di STEFANO SCIBILIA

Sembra di essere nel film Don’t Look Up, in un contesto in cui la notizia di un meteorite che sta per colpire la terra viene accolta con il più totale disinteresse da parte dei massimi esponenti politici e della gente in generale.

In questo caso però quel meteorite è rappresentato dall’emergenza dei flussi migratori. Mentre il Governo mette in pratica ulteriori restrizioni per donne e bambini e introduce una cauzione da cinquemila euro per non trattenere i migranti nei Cpr, la premier Giorgia Meloni trova anche il tempo per definire “bello e toccante” lo spot di Esselunga. Qualche ora dopo seguirà un post del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, sempre legato alla medesima pubblicità: “Dare voce ai tanti genitori separati, a quelle mamme e a quei papà quasi mai citati e spesso troppo dimenticati, al legame indissolubile con i figli. Trasformare uno spot in uno splendido messaggio di Amore e Famiglia merita solo sorrisi. Come fa certa gente a insultarlo o deriderlo solo perché non narra il modello che vorrebbero loro?”

A questo punto risulterebbe facile pensare a dove erano quei valori di amore e famiglia, citati in maiuscolo da Salvini, quando nel luglio del 2019 decise, da ministro dell’Interno, di lasciare per giorni sulla nave Gregoretti oltre 130 migranti, tra cui donne, bambini e “Famiglie”.

Se in parte le uscite del leader della Lega non stupiscono quasi più, ciò che invece desta preoccupazione sono le reazioni a questi post. L’opposizione non sa fare altro che elaborare opinioni contrarie in merito allo spot, mentre l’opinione pubblica si divide sul concetto di “famiglia ideale” e sembra non avere più argomenti all’infuori di questo. Un incubo quasi soffocante.

Persino il ministro dell’Interno Guido Crosetto, impegnato a “rimproverare” i tedeschi per il finanziamento alle Ong che salvano vite nel Mediterraneo, trova il tempo per dire la sua sulla pubblicità di Esselunga: “Guardo lo spot di Esselunga e mi commuovo. Lo guardo con gli occhi del padre, del marito, del divorziato che ha sempre cercato di non far soffrire nessuno, della coppia che vive con i propri figli tra mille difficoltà ma con amore. E non capisco perché ha suscitato polemiche”.

Davvero in un contesto in cui c’è gente che fugge da povertà, guerre e rischia la vita siamo tutti davanti ad uno schermo ad incoraggiare uno spot basato sull’esaltazione pubblicitaria di un supermercato? Davvero la politica riesce ad essere così ipocrita da non accorgersi di predicare male e razzolare malissimo? Il tempo di pormi queste domande e darmi delle risposte “ovvie” scopro anche dei numerosi finanziamenti fatti nel corso degli anni da Esselunga ai partiti di centrodestra, realizzando che, ancora una volta, gli interessi economici riescono a banalizzare anche le più alte posizioni politiche.

Ad un certo punto però dal buio più totale si intravede uno spiraglio di luce e una sola voce, isolata da tutte le altre, lascia qualche speranza: Il tribunale di Catania decide di opporsi alle condizioni presenti nell’ultimo decreto del Governo sul tema migrazione, definendolo “illegittimo” e non convalidando il trattenimento di tre migranti tunisini soggetti alle nuove procedure. Qualche ora dopo il Viminale annuncia il ricorso al Tribunale di Catania e Salvini pensa bene di commentare la vicenda scrivendo che “il migrante aveva l’avvocato a bordo”. E pensare che il 3 ottobre 2023 verrà celebrato il decimo anniversario del naufragio di Lampedusa in cui 368 migranti hanno perso la vita. Ulteriore occasione per assistere a qualche passerella istituzionale in un momento storico in cui si ha solamente la sensazione di aver fatto passi indietro.

Non vorrei esagerare, ma se Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence) in Don’t Look Up diceva che “moriremo tutti”, io mi limito a dire che le conseguenze delle nostre scelte e di chi ci governa un giorno ci sbatteranno in faccia come un frisbee, ma sarà molto più doloroso. Lo stesso accadrà anche per l’indifferenza più totale nei confronti di alcuni temi che dovrebbero essere più importanti di altri, come ad esempio pensare che nel 2023 più di 2500 migranti nella ricerca di una svolta hanno perso la loro vita. L’unica certezza è che se affrontassimo la questione dei flussi migratori con lo stesso interesse e la stessa “presunta umanità” mostrata nei confronti dello spot di Esselunga è probabile che oggi saremo qui a parlare di un mondo diverso.

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