Migranti, caso Apostolico: Botta e risposta tra Governo e magistratura

La Lega si scaglia contro la giudice di Catania, che ai colleghi spiega che la sua presenza in piazza a Catania aveva come obiettivo quello di “placare gli animi”

Di STEFANO SCIBILIA

Il video diffuso ieri dal ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, che ritrae la magistrata Iolanda Apostolico in piazza a Catania per una manifestazione del 2018, ha generato un vero e proprio botta e risposta, sia nel dibattito politico che nel confronto tra Lega e Associazione nazionale magistrati.

Dalla magistratura viene espressa una forte preoccupazione per l’incolumità della vita privata di chi svolge determinate funzioni e viene sottolineato come il governo preferisca di gran lunga l’utilizzo di questi metodi anziché avere un senso di autocritica nei confronti dei provvedimenti intrapresi. La giudice Apostolico, protagonista in questi ultimi giorni per aver sconfessato il decreto Cutro, ha fornito ai suoi colleghi una ricostruzione dei fatti, sostenendo che la sua presenza in piazza a Catania aveva come obiettivo quello di “placare gli animi” dopo il verificarsi di un precedente scontro tra manifestanti di estrazione cattolica e di sinistra.

Poco dopo la diffusione del video è uscito fuori che a filmare quelle immagini è stato il deputato siciliano della Lega Anastasio Carrà, che attraverso ulteriori inquadrature della stessa manifestazione viene individuato tra il cordone della polizia e i manifestanti. A rafforzare la tesi leghista secondo cui quel giorno la giudice fosse dalla parte di chi manifestava è la presenza del marito che, secondo quanto riferisce il partito, era “pubblicamente schierato contro la Lega e dalla parte dei manifestanti”. Questa tesi ha portato Salvini ad esprimere il suo “sconcerto per quanto sta emergendo”.

Il vicesegretario della Lega Andrea Crippa, intervenuto qualche giorno fa per “bacchettare” la Germania sul finanziamento alle ong del mediterraneo, sostiene che se tra quei manifestanti “ci fosse davvero la Apostolico, sarebbe gravissimo. Una giudice del genere, in tal caso, dovrebbe essere radiata immediatamente”. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro Matteo Piantedosi, che durante il programma televisivo Piazza Pulita ha affermato che: “Se qualcuno si lamenta adesso di essere accusato di non apparire imparziale forse qualche comportamento un po’ diverso poteva averlo. Poi io come ministro dell’Interno giudico quelle sentenze per quello che è il contenuto delle sentenze”.

Dall’opposizione Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, parla di “un accanimento misogino” ai danni di Apostolico, mentre il leader dei Cinquestelle Giuseppe Conte, dopo aver sottolineato l’importanza di una imparzialità da parte dei giudici, ha avvertito il governo: “Non faccia dei giudici nuovi nemici”.

Lo stesso Matteo Renzi, pur sottolineando la totale diversità di ideologie sulla questione immigrazione rispetto alla linea del governo, ha condannato la presenza di Apostolico a Catania: “Trovo scandaloso che un magistrato vada in piazza. Se vuoi fare politica, non fai il magistrato”. Giuseppe Santalucia, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, sostiene che la terziarietà dei giudici va giudicata solamente all’interno del processo: “Si accentua la tendenza a giudicare la terzietà del giudice, che va valutata dentro il processo, andando dalla critica del provvedimento, che è legittima, allo screening della persona, cioè vedere chi è il giudice anziché guardare quello che ha scritto. Sono preoccupato dalla china che si imbocca”

La Lega replica a queste dichiarazioni sostenendo che coloro che devono essere preoccupati sono: “I 58 milioni 851mila italiani che possono essere giudicati da toghe la cui terzietà e imparzialità sono gravemente compromesse dal caso Apostolico”. Sul caso si divide ancora il Csm, secondo cui i provvedimenti dei giudici possono essere criticati, ma “spostare l’attenzione sulla vita del magistrato e le sue eventuali attività esterne a quella giudiziaria, è un modo per eludere il confronto sul merito del provvedimento e un tentativo di delegittimare l’attività giurisdizionale”, avverte il consigliere Roberto Fontana, tra i promotori della pratica a tutela di Apostolico. Opinione differente quella del laico di Fi Enrico Aimi, presidente della Commissione, che dovrà esprimersi su quella pratica: i giudici, ammonisce, devono essere come “la moglie di Cesare”, cioè non solo essere ma anche apparire imparziali. 

Scopri di più da Le Cronache Dei Siciliani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere