Guerra in Israele, stragi di bambini e missili su Ashkelon: Ultimatum e strategie

Ieri un nuovo colloquio tra il premier Netanyahu e Joe Biden

Di STEFANO SCIBILIA

La crudeltà della guerra non conosce limiti nemmeno di fronte ai bambini nel kibbuts di Kfar Aza. Si parla di una vera e propria strage. I soldati israeliani raccontano di aver trovato trucidati almeno 40 piccoli. Le tv israeliane riportano che anche di neonati sono stati decapitati. Si tratta dell’ennesimo orribile aspetto di questo scontro tra Hamas e Israele.

I risvolti delle ultime 24 ore riportano che numerosi missili lanciati sulla città di Ashkelon, l’hanno rasa quasi completamente al suolo. Qui gli abitanti hanno anche ricevuto l’ultimatum da parte di Hamas di lasciare la città nel sud di Israele a circa 40 chilometri dalla Striscia di Gaza.

L’organizzazione terroristica aveva anche avvisato Israele a non invadere Gaza senza preavviso, altrimenti avrebbero dato vita ad una strage di ostaggi. A queste affermazioni ha replicato  Daniel Hagari, portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, che ha invitato Hamas a non toccare gli ostaggi, sostenendo che ucciderli “non migliorerà le cose”. Sulla stessa linea anche il tenente colonnello Richard Hecht: “Se fanno del male a una di queste donne o a uno di questi neonati o a uno di questi bambini, le cose non miglioreranno e loro lo sanno”. Hamas ha affermato di detenere più di 100 prigionieri, inclusi ufficiali di alto rango dell’esercito israeliano

Intanto il bilancio dei morti in Israele in seguito all’attacco di sabato supera le 1200 vittime, mentre i soldati israeliani uccisi sono fino ad adesso sono 124 e gli agenti di polizia 37. Il portavoce militare dell’esercito israeliano ha anche individuato una serie di lanci di missili direttamente dalla Siria, mentre un primo aereo americano è giunto in Israele con le munizioni. Proprio ieri c’è stato un nuovo colloquio tra il presidente Joe Biden e il premier Benjamin Netanyahu. Quest’ultimo avrebbe ribadito ancora una volta la necessità di un assedio totale a Gaza, dove si sta programmando una entrata via terra che però potrebbe mettere a repentaglio la vita degli ostaggi.

Israele ha intenzione di rispondere ai brutali attacchi con un assedio a Gaza. Yoav Gallant, ministro della Difesa di Israele, ha annunciato che ai palestinesi sono stati tolti cibo, acqua, elettricità e benzina: “Combattiamo contro degli animali umani e agiamo di conseguenza”.

Secondo quanto riportato dall’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi, sarebbero oltre 137.427 gli sfollati a Gaza che avrebbero trovato rifugio nelle 83 scuole dell’organizzazione, mentre secondo il Ministero dei Lavori Pubblici di Gaza ci sarebbero 790 unità abitative sono state distrutte.

Scopri di più da Le Cronache Dei Siciliani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere