La minaccia di terroristi e neonazisti fuori dal Medio Oriente

Il conflitto tra Israele e Hamas sta generando serie conseguenze tra le strade di tutto il mondo

Di STEFANO SCIBILIA

La guerra tra Israele e Hamas dal 7 ottobre a oggi ha creato dei risvolti pericolosi in tutto il resto del mondo. Nelle scorse settimane abbiamo parlato del risveglio delle cosiddette “cellule dormienti” e dei loro attacchi terroristici in Europa: Il primo in Francia nella città di Harras, dove un uomo armato di coltello ha pugnalato un insegnante. Il secondo a Bruxelles, occasione in cui due svedesi sono stati uccisi.

A questi attentati si aggiungono il lancio di molotov su una sinagoga a Berlino e i numerosi episodi di violenza tra le strade di tutta Europa. Le ultime notizie hanno riportato un incendio al cimitero ebraico di Vienna con tanto di svastiche disegnate all’esterno. A Parigi sui muri di abitazioni e negozi di ebrei sono comparse delle stelle di David, utilizzate dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale per identificare gli ebrei nei campi di concentramento.

Stelle di David (Parigi)

Lo scorso 18 ottobre al Congresso americano di Washington si è svolta una manifestazione messa in atto da due organizzazioni ebraiche in contrasto con la politica del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Gli attivisti hanno chiesto espressamente il cessate il fuoco e lo stop al genocidio dei civili palestinesi. Una manifestazione che ha portato all’arresto di circa 500 persone. Le immagini dei media statunitensi mostravano i manifestanti con una maglietta nera che riportava la scritta “Not in our name”.

Manifestazione al Congresso di Washington

Infine nella giornata di ieri sono stati arrestati 21 neonazisti italiani all’aeroporto di Atene, che avrebbero dovuto partecipare ad un raduno di militanti di estrema destra. Episodi di discriminazione si sono verificati anche a Roma, dove sono state oltraggiate diverse pietre d’inciampo sparse nella Capitale in memoria delle vittime della Shoah.

21 militanti di CasaPound arrestati all’aeroporto di Atene

Gli eventi appena descritti ci indicano che i fatti che si stanno verificando fuori dal Medio Oriente, che sono comunque legati al conflitto, meritano una chiave di lettura in cui vengono fuori almeno tre orientamenti diversi: Al primo appartengono coloro che hanno ritrovato coraggio dagli incitamenti di Hamas e che stanno seminando terrore in giro per il mondo, al secondo coloro che non si riconoscono nella politica reazionaria e stragista di Benjamin Netanyahu. Al terzo i neonazisti che stanno creando non pochi problemi alle numerose comunità ebraiche sparse in tutto il mondo.

Pietre d’inciampo vandalizzate a Roma

Si tratta di scenari secondo cui non è difficile comprendere che il conflitto tra Israele e Hamas non è più una guerra che riguarda solo il Medio Oriente o il ruolo dei Paesi confinanti e dei leader mondiali. Oggi possiamo dire con certezza che siamo di fronte ad una guerra in grado di generare serie conseguenze tra le strade di tutto il mondo attraverso attentati, scenari di violenza, discriminazione e dissenso. Un aspetto che non può assolutamente passare in secondo piano e che merita un incremento delle misure di sicurezza da parte delle istituzioni, specialmente in un contesto in cui risulta facile telefonare a Palazzo Chigi e arrivare, senza filtri, a farsi passare la presidente del Consiglio.

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