Guerra in Medio Oriente: Dal 17 ottobre 38 attacchi alle basi militari americane in Iraq e Siria

Secondo il Pentagono in queste occasioni sono rimasti feriti 45 militari

Di REDAZIONE

Il portavoce del Pentagono Patrick Ryder ha riportato ieri che dallo scorso 17 ottobre le basi militari statunitensi in Iraq e Siria hanno subito 38 attachi, specificando che in queste occasioni sono rimasti feriti 45 militari. Secondo l’emittente panaraba di proprietà saudita “Al Arabiya”, durante l’incontro del 5 novembre con il primo ministro iracheno, Mohammed Shia al Sudani, il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, aveva chiarito che Washington avrebbe difeso i propri interessi e il proprio personale nella regione, esortando le autorità di Bagdad a perseguire legalmente i responsabili degli attacchi.

Intanto la Resistenza islamica in Iraq, coalizione di milizie sciite filo-iraniane, ha annunciato ieri di aver compiuto sei attacchi contro quattro basi militari statunitensi in Siria e in Iraq. Lo si apprende in una dichiarazione rilasciata ieri dalla stessa coalizione, precisando che tre attacchi sono stati lanciati contro la base di Ain al Assad, nell’ovest dell’Iraq, e uno contro la base di Al Harir, nel governatorato di Erbil, nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno.

Per quanto riguarda la Siria, la Resistenza islamica ha rivendicato attacchi contro le basi di Tal Baydar, nel governatorato nord-orientale di Al Hasakah, e di Al Tanf, nel governatorato meridionale di Homs. La coalizione di milizie aveva annunciato il proprio intervento nel conflitto tra Israele e il movimento islamista Hamas a sostegno della “causa palestinese” e contro le operazioni militari dello Stato ebraico nella Striscia di Gaza, dichiarando le basi statunitensi nella regione come obiettivi.

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