Di REDAZIONE
La riforma costituzionale sul premierato varata in Consiglio dei ministri la scorsa settimana “non tocca la figura di garanzia del presidente della Repubblica e non costruisce un sistema nel quale il presidente del Consiglio è ostaggio della sua maggioranza”. A dirlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano “Il Messaggero”. “Gli obiettivi di questa riforma sono garantire il diritto degli italiani di decidere da chi farsi governare e fare in modo che chi venga scelto dal popolo possa governare con un orizzonte di legislatura”, ha detto Meloni che poi si è espressa in merito alle preoccupazioni espresse dall’opposizione. “Se c’è qualcuno che deve essere preoccupato da questo cambiamento è solo chi vorrebbe far contare sempre meno gli italiani e fare calare sulla loro testa governi non scelti da nessuno”.
L’obiettivo del governo secondo Meloni, è che la riforma “abbia il più ampio consenso possibile e raggiunga la maggioranza dei due terzi” in Parlamento. “Se non ci riusciremo, saranno gli italiani ad esprimersi con il referendum”, ha spiegato il presidente del Consiglio, secondo cui, in tal caso, il governo si limiterà a spiegare come “questa riforma possa essere in grado di migliorare il futuro della nazione. Gli italiani decideranno cosa sia meglio e se andrà fatta o meno”.
Nell’intervista Meloni ha anche parlato del protocollo d’intesa siglato nella giornata di ieri da Italia e Albania, che secondo la premier “rafforza il partenariato strategico bilaterale”. L’intesa si pone tre obiettivi: “Contrastare il traffico di esseri umani, prevenire i flussi migratori irregolari e accogliere in Europa solo chi ha davvero diritto alla protezione internazionale”. Come spiegato ieri a Palazzo Chigi con l’omologo Edi Rama, l’Albania fornirà due aree del suo territorio, “segnatamente il porto di Shengjin e l’area di Gjader, nelle quali l’Italia potrà realizzare a proprie spese e sotto la propria giurisdizione due strutture dove gestire l’ingresso, l’accoglienza temporanea, la trattazione delle domande di asilo e di eventuale rimpatrio degli immigrati”. Allo scalo di Shengjin, situato nel nord dell’Albania, “l’Italia si occuperà delle procedure di sbarco e identificazione”, mentre a Gjader ci sarà “una seconda struttura”, basata sul modello dei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).
La Commissione europea è stata informata del protocollo e l’auspicio è che tale intesa possa diventare un modello di collaborazione. Meloni considera l’intesa come “un accordo dal grande spirito europeo, con il quale l’Albania si conferma non solo una nazione amica dell’Italia ma anche una nazione amica dell’Unione europea”.
Nei centri per la gestione dei flussi migratori opererà “solo personale italiano, le nostre Forze di polizia e le nostre Commissioni d’asilo” ha affermato Meloni. “Esattamente come accade nei centri presenti sul nostro territorio nazionale. Non ci sarà alcuna differenza”, ha detto la premier, ricordando che l’Albania è “membro del Consiglio d’Europa ed è candidata all’adesione all’Ue”, a conferma di come sarà “pienamente garantito il pieno rispetto dei diritti umani”.
Meloni ha anche parlato della Legge di bilancio presentata da poco in Parlamento, specificando che “guarda all’interesse della nazione, e non si limita alla ricerca del facile consenso. Stiamo pagando e pagheremo ancora per troppo tempo le scelte di chi ha dilapidato decine di miliardi di euro per misure elettoralistiche. Nonostante questo fardello, siamo riusciti a tagliare le tasse a tutti i lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 35 mila euro, a farci carico dei contributi previdenziali delle mamme lavoratrici con due o più figli, ad avviare la riforma fiscale che l’Italia aspettava da decenni”. Meloni, inoltre, ha rivendicato lo stanziamento a favore della sanità che ha toccato “il record storico di 136 miliardi di euro, cifra mai raggiunta da nessun governo prima di questo. Certo, ci sono molte altre cose da fare ma abbiamo un orizzonte di legislatura”.

