Tajani al G7: “Medio Oriente e Ucraina al centro dell’incontro”

“Continueremo poi a contrastare l’aggressione russa contro l’Ucraina e a lavorare per la sicurezza e la crescita sostenibile dell’economia globale”

Di REDAZIONE

Il Medio Oriente sarà certamente all’ordine del giorno della presidenza italiana del G7. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al quotidiano giapponese “Nikkei”, a margine della sua partecipazione alla riunione con gli omologhi del G7. “Continueremo poi a contrastare l’aggressione russa contro l’Ucraina e a lavorare per la sicurezza e la crescita sostenibile dell’economia globale, minacciata dalle autocrazie. Inoltre, ci concentreremo sulla transizione digitale e soprattutto sulle sfide dell’intelligenza artificiale”, ha spiegato il ministro anticipando l’agenda della presidenza italiana del G7. Tajani ha spiegato che l’Italia vuole lavorare affinché il gruppo delle sette economie sviluppate “rafforzi i rapporti a livello globale, in particolare in Africa, nel Mediterraneo e nel G20”.

Le relazioni con i partner del G7, ha spiegato il ministro, “devono focalizzarsi sulle possibili sinergie in vari settori: sicurezza energetica, lotta al cambiamento climatico, ambiente, lavoro, trasferimento tecnologico, perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. Questa, ha sottolineato Tajani, “è anche l’essenza del Piano Mattei per l’Africa, di cui il nostro presidente del Consiglio ha parlato a Hiroshima. Crediamo che sia necessario investire di più in Africa, soprattutto nelle energie rinnovabili. Infine, lavoreremo sulle migrazioni, strettamente legate con lo sviluppo e la crescita economica”, ha detto il ministro.

Per garantire la stabilità il Medio Oriente è necessario un dialogo con l’Autorità nazionale palestinese (Anp) che proceda sulla base del principio “due popoli, due Stati”. Oltre alla riflessione sul ‘giorno dopo” nella Striscia di Gaza, di cui si è discusso in ambito G7, bisogna far ripartire il dialogo politico con l’Anp, “perché l’unica via per una soluzione sostenibile e duratura al conflitto israelo-palestinese deve essere basata sul principio `due popoli, due Stati´”, ha detto Tajani. In relazione al voto sulla risoluzione Onu del 27 ottobre scorso per una tregua umanitaria a Gaza, Tajani ha spiegato che “l’astensione italiana, come quella di molti altri Paesi, non riguardava certo la tregua umanitaria, ma la mancata condanna degli attacchi di Hamas, che non possono e non debbono essere dimenticati”. Il ministro ha inoltre sottolineato che “l’impegno dell’Italia per la stabilizzazione del Medio Oriente nasce ben prima dell’attacco di Hamas contro Israele lo scorso 7 ottobre. Le iniziative italiane nella regione sono molteplici e articolate in diversi settori, da quello securitario a quello umanitario, fino alla cooperazione allo sviluppo”. Inoltre, ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio, “sin dall’inizio, l’Italia ha sostenuto ogni iniziativa volta a favorire il raggiungimento di un accordo per l’apertura del valico di Rafah, contribuendo anche direttamente tramite l’invio di aiuti umanitari”.

L’Italia crede molto nel progetto Gcap, che coinvolge anche Giappone e Regno Unito nella realizzazione di un caccia di nuova generazione. Il Gcap “aprirà opportunità significative a livello industriale anche in altri settori, favorendo la crescita e l’innovazione delle nostre economie”, ha detto Tajani, che ha poi parlato delle relazioni tra Italia e Giappone definite “eccellenti e fondate su un’amicizia storica e sulla piena condivisione di valori e obiettivi”. Nei rapporti bilaterali, ha aggiunto il ministro, c’è particolare attenzione alla diplomazia economica. “Il dialogo politico rafforzato tra i nostri Paesi ha consentito di elevarle a livello di ‘partenariato strategico’”, un percorso “che dobbiamo seguire”, ha detto il vicepresidente del Consiglio, sottolineando che “oggi l’Italia vanta una solida presenza imprenditoriale in Giappone sia nei settori tradizionali sia in quelli ad alto contenuto tecnologico”. Ovviamente, per Tajani, c’è il margine per “fare di più, ad esempio grazie ai piani di privatizzazione e decarbonizzazione previsti in Giappone che potrebbero offrire interessanti opportunità di partenariati anche nell’ambito della ricerca scientifica e industriale”.

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