Ieri pomeriggio la protesta al Terminal Aliscafi nel porto di Milazzo dei docenti, militari e operatori sanitari pendolari che lamentano i loro diritti negati . Un sit-in civile e pacifico ma con un messaggio chiaro rivolto alle Istituzioni: «Vogliamo che ci restituiscano la dignità dei lavoratori».
Insegnanti, forze dell’ordine, personale sanitario, operatori del 118, quasi 200 persone che da Milazzo, ma anche da Barcellona, Capo d’Orlando e altri comuni del comprensorio, almeno quattro volte a settimana viaggiano verso le isole Eolie per prestare un servizio hanno inteso nuovamente alzare il tiro. Sono stanchi di dover pagare il biglietto intero perché la Regione, nonostante l’approvazione in Finanziaria, non ha ancora reso operative le agevolazioni. «Siamo insegnanti e il nostro stipendio è noto. Non andiamo tutte le mattine alle isole per fare i turisti o una semplice passeggiata – afferma Mariangela Milone – e ogni mese dobbiamo fare i conti con la spesa di circa 500 euro per sostenere i costi».
Con una lettera aperta i docenti della scuola dell’infanzia presso la sede di Lipari protestano contro il caro biglietti e desiderano sapere quali decisioni prenderà la politica per il futuro sui tagli ai ticket . “Noi docenti di scuola dell’infanzia presso la sede di Lipari, Milone Maria Angela e Patti Maria Elena, ci facciamo portavoce di un folto gruppo di lavoratori disagiati, docenti e non, che prestano servizio alle isole Eolie viaggiando quotidianamente.
Dal 6 dicembre è stata tolta la gratuità e giornalmente viaggiamo da Milazzo alle isole con un costo che va dai 35 ai 42 euro (tratta Milazzo/Lipari) con un costo medio mensile di 750 euro circa su uno stipendio che si aggira intorno ai 1500 euro. A questi si aggiungono le spese dei trasporti locali o noleggio auto , per raggiungere la sede di servizio. È ovvio che con queste cifre i supplenti con contratti brevi non accettano l’incarico, creando disservizio alle scuole.
I dirigenti scolastici, in particolar modo la nostra dirigente Bonarrigo Anna, hanno cercato di adoperarsi in tutti i modi per ripristinare le agevolazioni.
Il sindaco anche? Non lo sappiamo, attualmente siamo solo a conoscenza del fatto che è stato firmato un decreto in merito ma ad oggi noi continuiamo a pagare il prezzo pieno dei trasporti.
A chi conviene? Alla Liberty Lines che ha i biglietti pagati? Alla regione che usa i soldi in altro modo? Al solito chi ne piange le conseguenze siamo noi lavoratori che con sacrificio assolviamo il nostro dovere e vorremmo avere uno stipendio a fine mese e non poche briciole, con le quali di certo, non si può sostenere una famiglia, perché siamo sinceri, a volte è l’unico stipendio che viene percepito nelle case.
Il 29 dicembre 2024 su “QdS.it” è stato pubblicato un articolo intitolato:
Pendolari nelle Isole minori, De Leo e Galluzzo: “confermate le tariffe agevolate” nel quale due deputati affermano testuali parole: “Questo provvedimento ha una forte valenza sia economica che sociale per dare nuovamente risposte adeguate alle esigenze dei numerosi dipendenti pendolari. Ringraziamo il Governo Regionale per aver accolto il nostro suggerimento e l’Assemblea Regionale Siciliana per averlo approvato”.
Bravi, anzi bravissimi!!!”.
«Comprendiamo il problema dei lavoratori-afferma il direttore commerciale di Liberty Lines, Nunzio Formica – ma come ho già detto nei mesi scorsi, il problema non dipende da noi. Gia’ lo scorso anno alla Regione abbiamo garantito il servizio nonostante la mancata erogazione delle somme dovute, arrivando sino a dicembre quando gli uffici dell’Assessorato hanno comunicato che il fondo messo a disposizione per il 2024 (circa 1 milione 200 mila euro), si era esaurito non si poteva garantire il ristoro fino alla fine dell’anno. Poi abbiamo appreso della riconferma in Finanziaria delle risorse per queste agevolazioni, ma dall’inizio dell’anno siamo in attesa di ricevere indicazioni. E siamo anche in attesa del pagamento delle somme pregresse».

