Una lite fra un esercente e un cliente per futili motivi in un locale della movida degenera in una violenta scazzottata con schiaffi, pugni e persino un morso che stacca un pezzo di orecchio.
Poco meno di tre anni dopo i fatti, la Procura di Barcellona guidata dal dr. Giuseppe Verzera e con delega al sostituto procuratore Luca Gorgone, ha concluso le indagini preliminari relative all’aggressione, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, che sarebbe avvenuta la sera del 25 settembre 2022 in un bar della movida del centro cittadino.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel corso di un presunto alterco, il titolare 39enne del locale dopo contrasti relativi al saldo del conto, avrebbe aggredito e poi morso all’orecchio sinistro un giovane cliente.
Vittima della violenza un 23enne, al quale avrebbe provocato l’amputazione del polo superiore del padiglione auricolare ed una conseguente deformazione permanente del viso. Dopo quanto accaduto, il giovane venne accompagnato per essere soccorso, non con un’ambulanza del 118, ma da due persone, una delle quali lo stesso titolare del bar, assistito dall’avvocato Nino Aloisio, prima all’ospedale di Barcellona e poi in quello di Milazzo.
Nei due presidi il ferito non sarebbe stato refertato, ed invitato invece a rivolgersi al Pronto soccorso del Papardo di Messina, dove gli sarebbe stata finalmente refertata l’amputazione all’orecchio. Nella certificazione medica risultava la versione secondo cui il ragazzo sarebbe caduto su un posacenere del locale: circostanza che l’offeso, difeso dal legale Diego Lanza, ha sempre negato di avere riferito all’equipe medica. Per questo motivo risulta indagata anche una dottoressa 62enne, difesa dall’avvocato Giampiero Picciolo, all’epoca dei fatti in servizio al Papardo, per l’ipotesi di omessa refertazione.

