WASHINGTON DC – Gli Stati Uniti affrontano il secondo giorno di shutdown federale dopo che il Senato ha respinto martedì sera una risoluzione continua che avrebbe finanziato temporaneamente l’amministrazione. Solo tre senatori democratici – John Fetterman, Catherine Cortez Masto e Angus King – hanno votato a favore, mentre la maggioranza ha rifiutato di negoziare finché non sarà approvato un accordo sui sussidi di Obamacare, in scadenza a dicembre. La prossima possibilità di voto sarà venerdì, dopo le celebrazioni di Yom Kippur.
Lavoratori federali nel mirino
Durante la chiusura, migliaia di dipendenti federali rischiano licenziamenti o trattenute sugli stipendi. Anche il rapporto sull’occupazione di settembre del Bureau of Labor Statistics non sarà pubblicato, aumentando l’incertezza economica. Il presidente della Camera, Mike Johnson, ha definito la decisione dei Democratici “stordente” e ha invitato entrambe le parti a ignorare video deep-fake e meme virali, sottolineando che non c’è spazio per negoziazioni tra i leader di maggioranza e minoranza al Senato.
Trump accelera i tagli e riforma le agenzie
Il presidente Donald Trump ha annunciato incontri con il direttore dell’Ufficio di gestione e bilancio, Russell Vought, per discutere tagli mirati ai lavoratori federali. Su Truth Social, Trump ha indicato che deciderà quali agenzie saranno colpite e se i tagli saranno temporanei o permanenti, definendo alcune agenzie come “una truffa politica”.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato che i licenziamenti potrebbero riguardare migliaia di dipendenti, mentre l’ex capo dell’Amministrazione dei servizi generali, Emily Murphy, ha sottolineato le conseguenze economiche e organizzative della chiusura, con impatti su efficienza, ricerca e fiducia tra enti pubblici e partner privati.
La strategia dei repubblicani
Il vicepresidente JD Vance ha attribuito la responsabilità della chiusura ai Democratici, accusandoli di voler destinare fondi sanitari a immigrati senza documenti. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito le tattiche dei Democratici “come terroristi” e ha lodato la posizione dei repubblicani, definendo Schumer e Jeffries “deboli” e “sconcerti”. Trump ha ribadito che la chiusura rappresenta un’opportunità per riformare le agenzie federali e ha avvertito che i tagli potrebbero essere permanenti, colpendo in particolare stati governati dai Democratici.
Blocchi ai fondi statali e progetti infrastrutturali
Meno di 24 ore dopo la scadenza dei finanziamenti, l’amministrazione Trump ha bloccato quasi 8 miliardi di dollari di fondi energetici destinati a 16 stati a maggioranza democratica, tra cui California e New York. Inoltre, sono stati sospesi 18 miliardi di dollari di progetti infrastrutturali a New York City, tra cui il Gateway Tunnel e la Second Avenue Subway, citando la necessità di evitare finanziamenti “basati su principi incostituzionali”.
I Democratici hanno reagito duramente, con Hakeem Jeffries e Chuck Schumer che hanno definito i cittadini “danno collaterale” nelle manovre politiche. “Questi progetti non sono trofei politici: rappresentano posti di lavoro, sicurezza e un’economia più forte. Bloccarli per dispetto danneggerà famiglie e competitività americana”, hanno dichiarato.
Conseguenze e tensioni politiche
Lo shutdown americano continua a generare instabilità economica e politica, con migliaia di lavoratori e programmi vitali in bilico. La situazione mette in evidenza la crescente polarizzazione tra i partiti e la difficoltà di trovare compromessi in un contesto di lotta per il controllo politico e fiscale a livello federale.
Cos’è lo shutdown
Lo shutdown del governo federale si verifica quando il Congresso non riesce ad approvare la legge di bilancio entro la scadenza prevista. In queste situazioni, molte agenzie federali cessano di operare, i dipendenti non essenziali sono messi in congedo senza stipendio e i servizi pubblici subiscono interruzioni significative. Lo shutdown è uno strumento politico che spesso riflette le tensioni tra partiti e può avere gravi ripercussioni economiche e sociali su cittadini, lavoratori e imprese.

