Non si fermano le indagini sull’omicidio di Paolo Taormina, il giovane ucciso nella notte tra sabato e domenica scorsi davanti al pub di famiglia in piazza Spinuzza, nel cuore della movida di Palermo. Dopo il fermo di Gaetano Maranzano, reo confesso del delitto e ora detenuto al carcere Pagliarelli, i carabinieri stanno lavorando per individuare chi possa averlo aiutato a fuggire subito dopo l’omicidio. Una circostanza su cui lo stesso Maranzano, davanti ai magistrati, ha scelto di non rispondere, mantenendo il silenzio durante l’interrogatorio.
Interrogatori e perquisizioni allo Zen
Le indagini si concentrano nel quartiere Zen, dove vive Maranzano. I militari dell’Arma stanno ascoltando in queste ore diversi giovani del rione e hanno avviato perquisizioni in alcune abitazioni. Secondo quanto emerso, il ventottenne si sarebbe recato in via Spinuzza insieme a tre amici. Alcuni di loro avrebbero preso parte alla rissa scoppiata poco prima dell’omicidio: uno dei presenti avrebbe persino schiaffeggiato un cliente del locale, che poi si è nascosto dietro alcune auto parcheggiate vicino al Teatro Massimo.
Le collane trovate in casa di un amico
Un dettaglio importante per gli investigatori arriva dalle perquisizioni: nella casa di uno degli amici di Maranzano, i carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di piazza Verdi hanno trovato le collane che l’assassino indossava la notte del delitto. Un elemento che rafforza il sospetto che il gruppo abbia fornito copertura e supporto nella fuga dopo l’uccisione di Taormina.
Palermo reagisce: gli studenti in corteo per Paolo
Mentre proseguono le indagini, la città si mobilita per non dimenticare Paolo Taormina. Una delegazione di studenti che ha partecipato al corteo di commemorazione ha incontrato a Palazzo Comitini l’assessore alle Politiche giovanili Fabrizio Ferrandelli e il consigliere comunale Ottavio Zacco.
Durante l’incontro è emersa una forte condivisione di intenti: istituzioni e giovani hanno riconosciuto l’urgenza di affrontare in modo strutturale la violenza giovanile, ripensando il ruolo di famiglie, scuole e contesto sociale nella formazione dei ragazzi.
Consulta giovanile e nuovi spazi per i ragazzi
Tra i primi impegni condivisi, la creazione di una Consulta giovanile comunale, per dare voce ai giovani di tutta la città – dal centro alle periferie – e garantire un dialogo stabile con le istituzioni. È stata inoltre ribadita la necessità di aprire nuovi spazi di aggregazione in tutti i quartieri, affinché i ragazzi abbiano vere alternative alla strada e possano vivere Palermo da protagonisti, costruendo un futuro lontano dalla violenza e dall’emarginazione.

