Continuano gli annunci di presunti miglioramenti al presidio ospedaliero “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto, ma la realtà interna sembra raccontare tutt’altro. Secondo quanto denunciato dal deputato regionale di Sud chiama Nord, Matteo Sciotto, la situazione all’interno della struttura sanitaria avrebbe raggiunto un punto di non ritorno.
“Un medico amico mi ha segnalato – racconta Sciotto – quanto accaduto tra giovedì e venerdì tra il Pronto Soccorso e il reparto di Medicina: una situazione di gravità inaudita, che rappresenta una palese violazione della dignità dei pazienti”.
Due donne lasciate nei corridoi e poi in stanza con uomini
Secondo la ricostruzione del parlamentare regionale, due donne, rispettivamente di 85 e 60 anni, sarebbero state trasferite dal Pronto Soccorso al reparto di Medicina nonostante l’assenza di posti letto.
“Le pazienti – spiega Sciotto – sono rimaste per ore abbandonate nei corridoi, fino al pomeriggio, quando sono state sistemate in una stanza insieme a due uomini, separate soltanto da un semplice paravento. Il tutto, con l’autorizzazione dei vertici sanitari”.
Un episodio che, secondo il deputato, non sarebbe isolato ma il risultato di scelte gestionali scellerate.
Sciotto: “Collasso del sistema ospedaliero”
“La soppressione della Medicina di Milazzo, accorpata a Barcellona, e la persistente chiusura della Pneumologiastanno provocando un collasso del sistema ospedaliero – incalza Sciotto –. La Direzione deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, perché a pagare il prezzo più alto sono i cittadini e i pazienti più fragili”.
Appello all’Asp e all’assessore Faraoni
Il parlamentare regionale chiede un intervento immediato: “Chiedo all’Asp e all’assessore regionale alla Sanità, dottoressa Faraoni, di verificare immediatamente quanto accaduto e di fare piena luce su questa vicenda. I cittadini hanno diritto di sapere la verità: chi ha autorizzato questa gestione indegna e quali misure urgenti verranno adottate per evitare che simili episodi si ripetano?”.
Sciotto conclude con parole dure: “La salute e la dignità dei pazienti non possono essere calpestate. È ora di restituire al ‘Cutroni Zodda’ la dignità e la credibilità che merita”.

