Il complesso di via La Malfa 41, confiscato alla criminalità organizzata nel 2001 e affidato all’allora Provincia di Palermo nel 2009, ha vissuto ventiquattro anni di abbandono e incuria. Costruito negli anni Novanta come insediamento industriale, negli ultimi decenni è rimasto un gigantesco scheletro di cemento, rifugio per senzatetto e luogo simbolo del degrado urbano.
Il progetto originario prevedeva un polo scolastico per oltre 3.300 studenti, con laboratori, spazi verdi e persino un albergo didattico nella storica Villa Maltese, ma la riforma Delrio del 2014 e i ritardi amministrativi bloccarono tutto.
La svolta: PNRR e Piano Urbano Integrato
La rinascita è arrivata grazie a un finanziamento da 25 milioni di euro provenienti dai fondi PNRR, nell’ambito del Piano Urbano Integrato “Palermo Metropoli Aperta – Città per tutti” 2022-2025. L’opera sarà realizzata dal raggruppamento temporaneo di imprese Cosedil S.p.A. – Pagano S.r.l., con progettazione tecnica curata da Exnet Srl e E.T.A. Engineering. L’obiettivo non è solo costruire aule moderne, ma creare un campus urbano aperto alla città, modello di rigenerazione architettonica e sociale.
Un campus per 2.600 studenti
Il progetto prevede la rifunzionalizzazione di quattro corpi principali del complesso e delle aree esterne, per un totale di 7.633 metri quadrati coperti.
- Corpo A: Istituto turistico, 40 classi per 1.040 studenti
- Corpo B: Istituto di Grafica e Comunicazione, 20 classi per 460 studenti
- Corpo C: Istituto alberghiero, 50 classi per 1.150 studenti
Ogni plesso sarà dotato di laboratori, sale multimediali, mense, spazi comuni e auditorium, aperti anche alle attività extrascolastiche. Saranno realizzati cappotti termici, impianti fotovoltaici, sistemi di illuminazione intelligente a LED, e il campus sarà adeguato a standard antisismici e antincendio.
Villa Maltese, nodo dei fondi mancanti
La Villa Maltese, edificio settecentesco vincolato, non rientra nell’appalto PNRR e necessita di 4,5 milioni di euro aggiuntivi per essere restaurata come albergo didattico. La Città Metropolitana sta cercando risorse tramite bandi europei e fondi FSC 2021–2027, con l’obiettivo di completare l’opera entro il 2027.
Dal cronoprogramma ai prossimi passi
L’apertura del cantiere è prevista per inizio 2026, con completamento dei lavori entro marzo 2027. Il campus diventerà uno dei più moderni del Sud Italia, segnando un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e sociale in una città con oltre 1.150 beni confiscati ancora inutilizzati.
Una rinascita simbolica per Palermo
Dopo oltre due decenni di degrado e abbandono, il progetto di via La Malfa rappresenta non solo un investimento educativo e infrastrutturale, ma anche un messaggio di recupero del territorio e della legalità. La città, con questo polo, potrà offrire a migliaia di studenti un ambiente moderno, sicuro e integrato nel contesto urbano, trasformando un simbolo di illegalità in un centro di eccellenza educativa.

