Si chiude con diciotto condanne – per quasi 180 anni di carcere complessivi – uno dei tre tronconi della maxi operazione antidroga scattata nel giugno 2024 nel Messinese, frutto del lavoro congiunto della DDA di Messina e dei carabinieri. Le sentenze sono state emesse ieri dalla gup Monia De Francesco al termine dell’udienza preliminare per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, beneficiando dunque dello sconto di pena di un terzo.
Un traffico di droga internazionale tra Barcellona, Catania e il Nord Europa
L’inchiesta ha ricostruito un imponente traffico di stupefacenti – cocaina, hashish, marijuana, crack e la popolare “spice” – che dal 2019 a oggi avrebbe invaso la provincia di Messina, coinvolgendo la città, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e i Nebrodi.
Il filone esaminato ieri riguarda l’operazione “Moving”, che ha messo in luce un asse di rifornimento tra Barcellona e Catania, con canali internazionali e una rete capillare di distribuzione. Un impianto accusatorio rafforzato anche dalle recenti dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia Salvatore Iannello.
Le condanne: pene pesanti e confische per 1,7 milioni di euro
Le pene inflitte dalla gup De Francesco risultano in diversi casi inferiori alle richieste della Procura, mentre in altri hanno superato le indicazioni dell’accusa. Concesse in alcuni casi le attenuanti generiche, ritenute prevalenti sulle aggravanti.
Queste le condanne:
- Filippo Benenati: 10 anni e 8 mesi
- Gabriele Cacace: 8 anni
- Felice Castellano: 16 anni
- Provvidenza Chillemi: 10 anni
- Carmen Di Natale: 11 anni e 8 mesi
- Giuseppe Di Natale: 9 anni e 4 mesi
- Nancy Di Salvo: 4 anni e 10 mesi
- Concetta Imbesi: 8 anni e 2 mesi
- Filippo Iannello: 10 anni e 8 mesi
- Giuseppe Iannello: 9 anni e 6 mesi
- Maurizio Iannello: 20 anni (in continuazione con precedenti condanne)
- Salvatore Iannello (pentito): 14 anni, 1 mese e 10 giorni
- Rosy Maiorana: 2 anni e 6.000 € di multa (pena sospesa)
- Daniele Marguccio: 10 anni e 8 mesi
- Salvatore Parasole: 10 anni e 8 mesi
- Enrico Paratore: 8 anni e 8 mesi
- Nando Russo: 8 anni e 8 mesi
- Sebastiano Russo: 8 anni e 8 mesi
La sentenza dispone inoltre la confisca di beni mobili e immobili – case, terreni, auto e moto – per un valore stimato di 1,7 milioni di euro, come richiesto dalla Distrettuale antimafia.
Le richieste della Procura e le differenze rispetto alle condanne
Il 13 giugno scorso il sostituto procuratore Francesco Massara aveva formulato richieste più severe per molti imputati. In diversi casi la giudice ha ridotto le pene, mentre in altri – come per il pentito Iannello – ha inflitto una condanna più alta rispetto ai 12 anni richiesti, non concedendo l’attenuante prevista per i collaboratori di giustizia.
Le richieste dell’accusa erano state:
- Benenati 18 anni
- Cacace 10 anni
- Castellano 16 anni
- Chillemi 10 anni
- Carmen Di Natale 16 anni
- Giuseppe Di Natale 11 anni
- Di Salvo 9 anni
- Imbesi 10 anni
- Filippo Iannello 14 anni
- Giuseppe Iannello 12 anni
- Maurizio Iannello 20 anni
- Salvatore Iannello 12 anni
- Maiorana 2 anni e 4.500 €
- Marguccio 14 anni
- Parasole 16 anni
- Paratore 8 anni
- Nando Russo 8 anni
- Sebastiano Russo 8 anni

