Etna, campo lavico ancora attivo in Valle del Bove: nuovi flussi e monitoraggio costante dell’INGV

L’Osservatorio Etneo dell’INGV segnala nuovi flussi lavici e variazioni del tremore vulcanico; condizioni meteorologiche ostacolano le osservazioni sommitale

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza e dai rilievi sul terreno si osserva che il campo lavico in Valle del Bove è ancora alimentato.

Il flusso lavico, il cui fronte ieri si attestava a quota 1400 m s.l.m., è sceso a 1360 m s.l.m., affiancandosi al flusso precedente ormai fermo e in fase di raffreddamento. PiĂą a monte, intorno a 1500 m s.l.m., si registra un nuovo flusso lavico attivo, sovrapposto ai precedenti.

Le condizioni meteorologiche avverse hanno impedito osservazioni dirette della zona sommitale del vulcano.

AttivitĂ  sismica e tremore vulcanico

Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato a partire dalle ore 00:00 UTC un incremento graduale, raggiungendo i valori alti intorno alle 05:20 UTC, per poi diminuire rapidamente e attestarsi sui valori bassi.

Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico si trova a nord-ovest del cratere di Sud-Est, a un’elevazione compresa tra 1500 e 2000 m s.l.m.

Alle 05:19 UTC Ă¨ stato registrato un segnale sismico della durata di circa 2 minuti, chiaramente visibile soprattutto alle stazioni sommitali. L’evento non è associabile a fratturazioni o attivitĂ  esplosiva, ma presumibilmente riconducibile a un fenomeno franoso.

Monitoraggio costante

L’INGV continua a monitorare attentamente l’Etna, aggiornando in tempo reale l’evoluzione dei flussi lavici e dell’attivitĂ  sismica per garantire informazioni precise a cittadini e autoritĂ  competenti.

Scopri di piĂą da Le Cronache Dei Siciliani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere