Tentata estorsione ad Acireale: minacce e pizzo sul cantiere Pnrr per l’ospedale di comunità

Un’impresa siciliana vittima di richieste estorsive mentre realizza una struttura sanitaria pubblica. Sindacati e autorità chiedono maggiore sicurezza e legalità

Un cantiere ad Acireale, finanziato con fondi del Pnrr per la costruzione di un ospedale di comunità, è stato teatro di un episodio di tentata estorsione che richiama tutti i cliché delle intimidazioni mafiose: prima un avvicinamento diretto, poi un messaggio con una richiesta di “pizzo” e infine una bottiglietta con liquido infiammabile lasciata sul posto. La vicenda è al centro di un’indagine della Procura di Catania dopo che il titolare dell’impresa edile ha deciso di denunciare l’accaduto.

Il cantiere e la commessa Pnrr

I fatti si sono verificati in via Paolo Vasta, dove è ripartito il cantiere per la realizzazione di una struttura sanitaria in una proprietà dell’Azienda sanitaria provinciale inutilizzata da tempo.

L’appalto, del valore di circa 1,5 milioni di euro, era stato affidato alla Jonica 2001, impresa di Giarre risultata unica offerente tra le dieci invitate alla procedura negoziata. La commessa doveva essere completata entro i termini stabiliti dal Pnrr, dopo la risoluzione del contratto precedente per gravi inadempienze.

I primi tentativi di avvicinamento

Secondo quanto ricostruito, poco prima delle festività natalizie un uomo anziano si è presentato in cantiere chiedendo informazioni sul titolare dell’azienda, spiegando la necessità di parlargli. La presenza dell’uomo è stata ripetuta nei giorni successivi, aumentando i timori dei lavoratori e dell’imprenditore.

La richiesta di pizzo e la minaccia

Dopo i tentativi di contatto, sul cantiere è stato lasciato un biglietto con una richiesta di 100mila euro, somma ritenuta proporzionata rispetto ai lavori in corso, e una bottiglietta contenente liquido infiammabile, chiaro segnale di intimidazione.

Di fronte a questa evidenza, il titolare della Jonica 2001 ha immediatamente contattato i Carabinieri, raccontando quanto accaduto. Gli investigatori stanno ora cercando di identificare l’autore del gesto, anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei negozi e negli esercizi della zona.

Solidarietà e reazione dei sindacati

Il segretario generale di Fillea Cgil SiciliaGiovanni Pistorio, ha espresso piena solidarietà all’impresa: “La mafia in provincia di Catania non arretra, nonostante i duri colpi subiti nel 2025 a livello politico, istituzionale e militare. La mafia pretende di esercitare ancora la sua signoria territoriale, utilizzando la violenza. Serve una reazione corale e quotidiana a fianco di chi denuncia, sostenendo le aziende che scelgono la legalità senza esitazioni”.

Pistorio ha ribadito l’importanza di alzare il livello di attenzione nei cantieri e nei grandi appalti, rafforzando misure di sicurezza e supporto alle imprese che operano nella legalità, per prevenire episodi di intimidazione e garantire la realizzazione di opere pubbliche fondamentali per la comunità.

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