Si è conclusa con l’arresto di un 26enne messinese una grave lite familiare scoppiata lo scorso 2 febbraio in un rione del centro di Messina. L’allarme è scattato dopo una segnalazione giunta alla Sala Operativa della Questura, che ha immediatamente inviato sul posto gli agenti delle Volanti.
All’arrivo dei poliziotti, il giovane si trovava ancora sull’ingresso dell’abitazione, in evidente stato di agitazione. L’accesso all’interno dell’appartamento ha permesso di accertare una situazione particolarmente critica, con arredi danneggiati e familiari visibilmente scossi dall’accaduto.
Le vittime e la ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti investigativi, le persone offese sarebbero la madre e il fratello minoredell’arrestato. Proprio quest’ultimo, nel corso della colluttazione, sarebbe riuscito a disarmare il 26enne, evitando che l’episodio degenerasse ulteriormente.
Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un quadro di violenze reiterate, sia fisiche che psicologiche, che le vittime avrebbero subito da tempo all’interno delle mura domestiche.
Il sequestro delle armi e le accuse
Durante la successiva perquisizione domiciliare, gli agenti dell’U.P.G. e S.P. hanno rinvenuto e sequestrato diversi coltelli, ritenuti compatibili con le minacce contestate.
Al termine degli accertamenti, il giovane è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minaccia aggravata dall’uso di armi.
Il trasferimento in carcere
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 26enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi, dove rimane detenuto in attesa dell’udienza di convalida davanti al G.I.P.. Come previsto dalla legge, la sua posizione sarà ora valutata nelle successive fasi del procedimento giudiziario.

