Era l’alba del 25 agosto 2017 quando, in via Falcone e Borsellino a Lipari, una Smart e uno scooter si scontrarono violentemente. Sul mezzo a due ruote viaggiavano Valentino Trovato, 37 anni, originario di Acireale ma con legami familiari a Lipari, e una giovane isolana. Nonostante il tempestivo trasferimento in elisoccorso verso Messina, Trovato perse la vita poche ore dopo; la ragazza riportò gravi ferite.
A più di otto anni di distanza, la vicenda giudiziaria si è conclusa per il conducente della Smart, il palermitano Francesco Guglielmino, 27 anni all’epoca dell’incidente, con la condanna definitiva per omicidio stradale.
La decisione della Cassazione
La quarta sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Lucia Vignale, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa di Guglielmino, confermando la pena di un anno e mezzo stabilita nei precedenti gradi di giudizio. La decisione ratifica le sentenze della Corte d’Appello di Messina e del Tribunale di Barcellona, che avevano riconosciuto la responsabilità del giovane, pur considerando le attenuanti generiche.
Guglielmino dovrà inoltre risarcire i familiari della vittima, costituitisi parte civile insieme all’Associazione Nazionale Familiari e Vittime della Strada, e pagare 3.000 euro alla Cassa delle ammende e oltre 11.000 euro di spese processuali.
La dinamica dell’incidente
Secondo le ricostruzioni emerse nei processi, basate su perizie tecniche del Tribunale:
- Guglielmino viaggiava a oltre 50 km/h, velocità giudicata non adeguata alle condizioni della strada;
- Risultava in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico di 0,86 g/l;
- Avrebbe invaso la corsia opposta al momento dell’impatto.
Anche la vittima presentava profili di responsabilità : lo scooter procedeva a circa 10 km/h oltre il limite e con un tasso alcolemico pari a 0,48 g/l. Questi elementi hanno portato i giudici a stabilire un concorso di colpa del 30%.
La difesa di Guglielmino
La difesa ha sempre contestato la ricostruzione dell’incidente, sostenendo che l’automobilista fosse stato costretto a spostarsi verso sinistra a causa di veicoli parcheggiati irregolarmente. Sono stati messi in dubbio anche la velocità rilevata e l’attendibilità del test alcolemico.
La conferma della condanna rappresenta un punto finale per una vicenda che ha segnato profondamente la comunità di Lipari e le famiglie coinvolte.

