Michelangelo Corica a processo per la morte della badante russa a Barcellona: udienza ad aprile

Il 60enne ex dj dovrà rispondere all’accusa di femminicidio aggravato

Il giudice Eugenio Fiorentino, titolare dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Barcellona, ha stabilito che il procedimento penale contro Michelangelo Corica, 60 anni, ex disc jockey di Barcellona, si terrà l’8 aprile 2026. L’imputato è attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi e sarà difeso dall’avvocato Giuseppe Ciminata del foro di Barcellona. L’udienza si svolgerà in camera di consiglio presso il palazzo di giustizia della città.

La decisione del giudice segue la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Barcellona, firmata dalle sostitute procuratrici Veronica De Toni e Dora Esposito e approvata dal procuratore capo Giuseppe Verzera.

L’accusa: femminicidio aggravato

Al centro delle indagini vi è la morte di Raisa Kiseleva, cittadina russa di 75 anni, ex badante, deceduta il 7 luglio 2025. Il corpo della donna è stato ritrovato cinque giorni dopo, il 12 luglio, nel greto del torrente Longano, a pochi metri dalla residenza dell’imputato.

Secondo l’accusa, Corica avrebbe causato la morte della donna facendola cadere dal muretto di cinta alto 2,80 metrilungo il torrente. La caduta sarebbe avvenuta in orario notturno, in un luogo isolato, mentre l’imputato si trovava sotto l’influenza di alcol.

Nel capo d’imputazione, l’ex dj è accusato di femminicidio volontario aggravato. Gli elementi aggravanti contestati comprendono:

  • Una relazione affettiva o stabile tra l’imputato e la vittima
  • L’aver commesso il reato approfittando della vulnerabilità della vittima

Le prove raccolte dalla Procura

La Procura, diretta dal procuratore capo Giuseppe Verzera, ha costruito il quadro probatorio grazie a una completa attività investigativa, che include:

  • Informative e annotazioni della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Messina
  • Verbali di sommarie informazioni testimoniali e interrogatori dell’indagato
  • Sequestri di oggetti e dispositivi, analisi dei telefoni cellulari e dei relativi tabulati telefonici
  • Intercettazioni ambientali e telefoniche
  • Consulenze medico-legali affidate al medico Letterio Visalli
  • Verifiche tecniche da parte dell’esperto informatico della Procura, Antonino Biondo, e della Polizia Scientifica di Catania e Roma

La Procura sostiene che tutti questi elementi confermino il quadro accusatorio, rendendo necessario il rinvio a giudizio.

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