Francesca Abbate, 33 anni, milazzese, è stata assolta dal Tribunale di Barcellona dall’accusa di furto aggravato e utilizzo indebito di strumenti di pagamento. La decisione, pronunciata dalla giudice Anna Elisa Murabito, conferma che il fatto non è stato commesso dalla donna.
La vicenda e le accuse
Tutto risale a marzo 2023, quando un automobilista denunciò la sottrazione del portafogli dall’auto parcheggiata. Tra i documenti e le carte di pagamento, una carta fu poi utilizzata per un prelievo di 600 euro presso l’ATM delle Poste di Calderà .
Le indagini dei carabinieri di Barcellona e Milazzo hanno analizzato le immagini di videosorveglianza, dalle quali era emersa la figura di una donna durante il prelievo. L’accusa sosteneva che la persona ripresa fosse Francesca Abbate, supportata anche da un riconoscimento fotografico del denunciante.
Contraddizioni emerse in aula
Nel corso del processo sono emerse incongruenze importanti: il riconoscimento fotografico non era avvenuto nel contraddittorio tra le parti e non è stato confermato in aula. Il confronto tra l’imputata e la donna ripresa dalle telecamere ha mostrato differenze fisiche rilevanti, come il colore degli occhi.
Prove a favore della difesa
Il legale difensore, Alessandro Imbruglia, ha prodotto prove decisive, tra cui una conversazione via chat con la madreche collocava Francesca a casa, a letto, negli orari del prelievo. La circostanza è stata confermata da testimonianze e dalle condizioni di salute della donna, all’epoca incinta.
Sentenza di assoluzione
Il Tribunale ha considerato il quadro probatorio insufficiente, anche per le criticità nelle dichiarazioni del denunciante, deceduto nel frattempo. La sentenza di assoluzione piena sancisce che Francesca Abbate, milazzese, non ha commesso il fatto, compatibilmente con le evidenze documentali emerse.

