Una violenta sommossa scoppiata tra la notte del 28 febbraio e il 1° marzo all’interno della casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto ha portato all’arresto e all’iscrizione nel registro degli indagati di tre detenuti. Gli episodi di violenza si sono verificati nel reparto situato al piano terra dell’ottava sezione, destinato ai detenuti inseriti nel servizio di tutela della salute mentale.
I tre detenuti coinvolti nella rivolta
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i protagonisti dei disordini sarebbero:
- Roberto Scrivo, 41 anni, originario di Reggio Calabria
- Giordano Mendolia, 24 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto
- Angelo Raffaele Cavallaro, 33 anni, di Lamezia Terme
Il pubblico ministero ha richiesto la convalida degli arresti, eseguiti poco dopo la mezzanotte del 1° marzo, e l’applicazione della custodia cautelare in carcere per tutti e tre.
La vicenda è stata esaminata dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Caristia durante l’udienza tenutasi il 3 marzo.
L’accusa: rivolta violenta e resistenza agli agenti
Per gli investigatori i tre detenuti avrebbero preso parte attiva a una rivolta caratterizzata da violenze e resistenza alle disposizioni impartite dal personale penitenziario, con l’aggravante dell’utilizzo di oggetti considerati armi improprie.
Nel corso dei disordini, secondo la ricostruzione accusatoria, due assistenti capo in servizio di sorveglianza sarebbero stati colpiti con pugni e calci. Un sovrintendente intervenuto per riportare la situazione sotto controllo sarebbe stato invece aggredito con un carrello lanciato contro di lui.
Durante gli stessi momenti di tensione sarebbe stato preso di mira anche un infermiere, afferrato al collo nel tentativo di impedirgli di intervenire.
Distruzioni e atti di vandalismo nel reparto
La sommossa avrebbe provocato anche ingenti danni all’interno della sezione. Stando agli atti, i detenuti avrebbero:
- sottratto scudi e caschi in dotazione alla polizia penitenziaria
- danneggiato la telecamera di sorveglianza numero 34
- rovesciato sedie e attrezzature, tra cui televisore e computer
- dato fuoco a una sedia
- svuotato un estintore, riempiendo di polvere l’ambulatorio
- aperto un idrante, causando l’allagamento del corridoio
Gli inquirenti contestano quindi anche il danneggiamento aggravato in concorso per la distruzione o il deterioramento di beni e dotazioni dell’istituto.
Feriti tra agenti e personale sanitario
Nel bilancio dell’episodio risultano feriti tre appartenenti alla polizia penitenziaria e due operatori sanitari.
Tra gli agenti coinvolti figurano un vice sovrintendente e due assistenti capo che hanno riportato traumi giudicati guaribili in pochi giorni. Anche due infermieri hanno dovuto ricorrere alle cure mediche: uno per un trauma al collo, l’altro per cefalea provocata dall’inalazione di fumo.
Per questo motivo agli indagati viene contestato anche il reato di lesioni personali aggravate, in quanto commesse ai danni di appartenenti alle forze dell’ordine e personale sanitario.
La decisione del gip
Il giudice Giuseppe Caristia ha convalidato gli arresti ritenendo sussistente lo stato di flagranza e corretto l’intervento della polizia giudiziaria. Nel provvedimento vengono evidenziati gravi indizi di colpevolezza, supportati soprattutto dalle immagini delle telecamere interne e dalla documentazione fotografica raccolta durante le indagini.
Per il detenuto barcellonese Giordano Mendolia è stata disposta la prosecuzione della custodia cautelare in carcere. Per gli altri due indagati, invece, il giudice ha indicato la necessità di valutare misure e percorsi differenti, tenendo conto della loro pericolosità .
I difensori
I tre detenuti sono assistiti dai rispettivi legali di fiducia:
- Antonia Condemi, difensore di Roberto Scrivo
- Giuseppe Bonavita, difensore di Giordano Mendolia
- Alessandro Russo, difensore di Angelo Raffaele Cavallaro
L’inchiesta prosegue per chiarire nel dettaglio dinamica e responsabilità della rivolta che ha scosso il penitenziario barcellonese.

