Femminicidio Daniela Zinnati a Messina, parla il fratello della vittima: “Le avevamo consigliato di interrompere i contatti con l’ex marito”

“Un altro femminicidio annunciato”, denuncia la famiglia della 50enne: Daniela aveva denunciato più volte l’uomo violento e aveva deciso di chiudere ogni rapporto

È profondamente avvilito Roberto Zinnanti, fratello di Daniela Zinnati, la donna di 50 anni brutalmente uccisa a Messina dall’ex compagno. “Come famiglia siamo distrutti dalla perdita di mia sorella”, racconta Roberto. “Più volte io e i miei cinque fratelli le avevamo consigliato di lasciarlo, di interrompere ogni contatto con quell’uomo violento. Purtroppo, non è servito: il femminicidio era in qualche modo annunciato”.

Le violenze subite e la decisione di chiudere i rapporti

Daniela aveva subito in passato aggressioni gravi, l’ultima delle quali l’aveva portata in ospedale con sette costole rotte. “Questa volta si era finalmente decisa a non avere più rapporti con lui”, spiega il fratello. Nonostante ciò, l’uomo non si era rassegnato, arrivando al gesto estremo di togliere la vita a Daniela.

Una donna amata e dedita alla famiglia

“Non sappiamo cosa facesse esattamente nella vita lavorativa, ma Daniela si prendeva cura della nostra madre ogni volta che poteva. Era una donna meravigliosa, attenta a tutti noi fratelli, a sua figlia e a mia madre”, racconta Roberto. In passato aveva anche tentato di convivere con l’uomo, sperando di poterlo cambiare, ma dopo le prime denunce ritirate, questa volta aveva deciso di difendersi e chiudere ogni contatto.

L’appello della famiglia e il ricordo della vittima

“Le ripetevamo spesso di lasciarlo perdere, e finalmente aveva seguito i nostri consigli. Ma ieri l’uomo, colto dalla disperazione, ha compiuto questo gesto atroce”, conclude il fratello. La famiglia ricorda Daniela come una donna coraggiosa, amorevole e sempre pronta a tutelare chi le stava vicino, vittima di una violenza che avrebbe potuto essere prevenuta.

Scopri di più da Le Cronache Dei Siciliani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere