Messina, orrore in una Rsa: anziani chiusi a chiave e lavoratori sfruttati, ispezioni svelano un sistema di gravi irregolarità

Il bilancio dell’attività ispettiva 2025 presentato dall’Inps: 59 lavoratori individuati, irregolarità diffuse e oltre 2,6 milioni di euro contestati. Il Partito Democratico denuncia una situazione grave e chiede interventi immediati

Un quadro fortemente critico emerge dalle verifiche effettuate nel 2025 nelle strutture che ospitano anziani. Durante le attività ispettive condotte congiuntamente da Inps, Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri (Nil), Guardia di Finanza e Asp, sono stati individuati 59 lavoratori e 13 rapporti di lavoro ritenuti irregolari, disconosciuti o riqualificati.

A presentare i risultati è stato Sergio Saltalamacchia, direttore regionale dell’Inps, che ha illustrato i dati nel corso di un incontro nella sede dell’istituto. Secondo quanto spiegato dal dirigente, la situazione rilevata mostra irregolarità molto diffuse: su 29 accertamenti conclusi nell’anno, ben 28 si sono chiusi con verbali di contestazione. Il totale delle somme contestate supera i 2,6 milioni di euro.

Lavoro nero e finto volontariato

Tra gli aspetti più preoccupanti emersi dai controlli c’è la presenza di lavoro non dichiarato camuffato da attività di volontariato. In diversi casi, infatti, il lavoro svolto nelle strutture sarebbe stato formalmente presentato come volontario per non far perdere ai lavoratori i requisiti economici necessari a ottenere l’Assegno di inclusione (Adi).

Gli ispettori hanno inoltre riscontrato gravi violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nei casi più gravi, le autorità hanno contestato anche l’ipotesi di caporalato, ipotizzando situazioni di sfruttamento significativo dei lavoratori impiegati nelle strutture.

Anziani trovati chiusi a chiave in un appartamento

Uno degli episodi più gravi è emerso durante un controllo effettuato in una struttura situata nel territorio comunale di Messina. Durante l’ispezione, gli investigatori hanno scoperto circa venti anziani ospiti della Rsa collocati in un appartamento vicino alla struttura principale.

Gli anziani si trovavano dietro una porta chiusa con un catenaccio, che è stata aperta soltanto grazie all’intervento dei militari della Guardia di Finanza.

Secondo quanto riferito dal direttore regionale dell’Inps, si tratta di una situazione particolarmente grave che ha portato alla luce possibili abusi nei confronti delle persone ospitate.

La reazione del Partito Democratico

Durissima la presa di posizione del Partito Democratico di Messina.

Il segretario provinciale Armando Hyerace ha definito quanto emerso dalle ispezioni “sconvolgente”, sottolineando come il trattamento riservato agli anziani rappresenti una grave violazione della dignità umana prima ancora che della legge.

Secondo Hyerace, l’episodio rappresenta una ferita per l’intera comunità, che impone interventi immediati e controlli più efficaci. Il dirigente politico ha evidenziato anche la necessità di rafforzare i servizi di assistenza domiciliare, sostenere i caregiver e potenziare il supporto alle famiglie, affinché la tutela delle persone più fragili non venga lasciata all’abbandono.

Il nodo del lavoro irregolare

Sul tema delle condizioni lavorative è intervenuto anche Roberto Saia, responsabile lavoro della segreteria provinciale del Pd di Messina.

Secondo Saia, i dati presentati dalle autorità evidenziano un sistema caratterizzato da numerose irregolarità, con situazioni di sfruttamento mascherate da attività di volontariato e diritti dei lavoratori non rispettati.

Per il dirigente del Partito Democratico è necessario avviare verifiche straordinarie, applicare sanzioni rigorose e garantire maggiore tutela a chi lavora regolarmente, sottolineando come la qualità dell’assistenza agli anziani sia strettamente legata alla regolarità e alla dignità del lavoro nelle strutture.

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