Barcellona, annullata la misura cautelare per Michelangelo Corica: Riesame riqualifica il caso della badante russa in omicidio colposo

Svolta nell’inchiesta sulla morte della 75enne Raisa Kiseleva: esclusi l’omicidio volontario e l’omissione di soccorso. L’ex dj torna in libertà

Il Tribunale del Riesame di Messina, presieduto da Maria Vermiglio, ha disposto l’immediata scarcerazione dell’ex disc jockey Michelangelo Corica, accogliendo le indicazioni della Corte di Cassazione e modificando l’impostazione giuridica del caso legato alla morte della cittadina russa Raisa Kiseleva, 75 anni.

I giudici hanno infatti riqualificato l’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo, escludendo inoltre il reato di omissione di soccorso. Con questa decisione è stata annullata nel merito l’ordinanza cautelare che aveva portato alla detenzione dell’indagato.

La scarcerazione è stata eseguita nella giornata di ieri, al termine della camera di consiglio.

Il caso: la morte di Raisa Kiseleva

La vicenda riguarda il decesso di Raisa Kiseleva, avvenuto il 7 luglio 2025. Il corpo della donna fu ritrovato cinque giorni dopo, il 12 luglio, nel letto del torrente Longano, non lontano dall’abitazione dell’indagato.

In un primo momento la procura aveva contestato a Corica l’omicidio volontario aggravato e l’omissione di soccorso, ipotizzando anche l’aggravante derivante da una relazione affettiva stabile tra l’uomo e la vittima, oltre a quella relativa alla presunta condizione di vulnerabilità della donna.

Le valutazioni dei giudici

Nelle motivazioni del provvedimento, il Riesame sottolinea come tra l’uomo e la vittima esistesse una convivenza non stabile, elemento che ha inciso sulla valutazione complessiva del caso.

Secondo i magistrati, dagli elementi raccolti non emergono indizi sufficienti per ipotizzare il dolo eventuale, cioè l’accettazione consapevole del rischio di provocare la morte della donna.

La condotta attribuita a Corica viene descritta come gravemente imprudente, ma riconducibile alla violazione di regole di cautela e prudenza, e non alla volontà – neppure indiretta – di provocare l’evento mortale.

Per questo motivo l’ipotesi accusatoria è stata ridimensionata a omicidio colposo, con il conseguente annullamento della misura cautelare.

La ricostruzione dell’episodio

Secondo quanto riportato nel provvedimento, Corica si sarebbe recato a Messina con l’intenzione di convincere la donna a tornare a vivere con lui a Barcellona Pozzo di Gotto, nel tentativo di riprendere la convivenza.

Dopo essersi incontrati, i due avrebbero raggiunto insieme l’abitazione dell’uomo. Durante il tragitto si sarebbero fermati nei pressi del torrente Longano.

Qui la donna, che si trovava in stato di ebbrezza, si sarebbe seduta sul muretto dell’argine e avrebbe iniziato a bere da una bottiglia di vino. L’uomo avrebbe tentato di convincerla a smettere e a prestare attenzione. In quel momento sarebbe avvenuto un breve contatto fisico, dopo il quale la 75enne avrebbe perso l’equilibrio cadendo nel greto del torrente.

La consulenza medico-legale

Un ruolo importante nelle valutazioni è stato svolto dalla consulenza medico-legale depositata il 21 gennaio 2026 dal dottor Letterio Visalli.

Secondo l’esperto, le lesioni riscontrate sul corpo della donna risultano compatibili con una caduta accidentale, anche considerando eventuali rotazioni del corpo e piccoli movimenti degli arti dopo l’impatto.

La relazione evidenzia inoltre che la posizione del cadavere al momento del ritrovamento non suggerisce manipolazioni o spostamenti successivi, escludendo quindi l’ipotesi di un tentativo di depistaggio.

La posizione della difesa

Soddisfazione è stata espressa dal legale dell’indagato, l’avvocato Giuseppe Ciminata. Secondo il difensore, il collegio del Riesame avrebbe applicato correttamente i principi indicati dalla Corte di Cassazione, riconoscendo che la vicenda deve essere inquadrata nell’ambito della colpa e non del dolo.

Il legale ha inoltre sostenuto che Corica non avrebbe avuto una reale posizione di garanzia nei confronti della donna, e quindi non avrebbe avuto concreti poteri per impedire l’evento. Alla luce della ricostruzione dei fatti, la vicenda viene descritta come un episodio improvviso e occasionale, maturato in un contesto non preordinato. L’inchiesta proseguirà ora per accertare definitivamente le responsabilità legate alla morte della donna.

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