La prima sezione della Corte di Cassazione ha disposto un ulteriore annullamento con rinvio nel procedimento legato alla confisca dei beni attribuiti a Pietro Nicola Mazzagatti, 64 anni, originario di Santa Lucia del Mela ed ex imprenditore del settore del banqueting, già sottoposto al regime del 41-bis.
La decisione della Suprema Corte riapre ancora una volta il fascicolo giudiziario, imponendo un nuovo esame nel merito da parte della Corte d’Appello di Messina.
Il percorso giudiziario e il ricorso
Il provvedimento chiude il ricorso iscritto al numero 42809 del 2025 e rappresenta il terzo intervento della Cassazione sulla stessa vicenda, già oggetto di precedenti rinvii.
La Corte d’Appello di Messina dovrà quindi procedere a una nuova valutazione complessiva del caso, che torna nuovamente nella fase di merito.
Il patrimonio oggetto di confisca
Al centro del procedimento resta un patrimonio stimato intorno ai 32 milioni di euro, composto da società commerciali, beni immobili, terreni, autoveicoli e rapporti finanziari.
La confisca era stata confermata dalla Sezione Misure di Prevenzione della Corte d’Appello di Messina, coinvolgendo anche beni intestati ai familiari dell’ex imprenditore.
Il nuovo passaggio in Corte d’Appello
Con l’ennesimo annullamento con rinvio, il caso torna ora davanti ai giudici di secondo grado di Messina, che dovranno riesaminare nel dettaglio l’intero impianto del provvedimento.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Franco Coppi e Sebastiano Campanella, tornerà a sostenere le ragioni di Mazzagatti e dei suoi familiari, in attesa della nuova udienza che riaprirà il confronto nel merito della vicenda.

