Si è svolta una nuova udienza nell’ambito del procedimento giudiziario legato al drammatico incidente stradale avvenuto lo scorso luglio, in cui hanno perso la vita due giovanissimi amici, Simone Marzullo, 17 anni, e Mattia Stefan Caruso, 16 anni, rispettivamente studenti del Copernico e del Majorana. Il ragazzo, residente a Milazzo in contrada Fiumarella, viaggiava insieme all’amico la sera dello schianto.
Il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Sidoti ha stabilito un rinvio al 7 luglio, data in cui verrà conferito formalmente l’incarico a un consulente tecnico d’ufficio, chiamato a giurare e ad avviare le verifiche tecniche sul caso.
La posizione della difesa e il rito alternativo
Nel corso dell’udienza, i legali dell’unico imputato, accusato di duplice omicidio stradale aggravato, hanno avanzato richiesta di accesso al rito abbreviato. La richiesta sarà però valutata solo dopo l’esito della consulenza tecnica disposta dal giudice.
In caso di eventuale condanna, il rito alternativo consentirebbe una riduzione della pena fino a un terzo rispetto al procedimento ordinario, rendendo la perizia un elemento centrale per l’evoluzione del processo.
La dinamica dell’incidente sotto esame
Secondo la ricostruzione preliminare, ancora oggetto di approfondimento tecnico, la notte del 15 luglio i due ragazzi stavano rientrando a bordo di uno scooter quando si è verificato il violento impatto con un’automobile all’incrocio tra via Kennedy e via San Vito. L’urto è stato fatale e i giovani sono deceduti sul colpo.
L’unico imputato nel procedimento è un giovane di 18 anni di Furnari, all’epoca neopatentato.
Le ipotesi sulla velocità e le indagini tecniche
Dagli accertamenti preliminari svolti dal consulente tecnico incaricato dalla Procura di Barcellona emergerebbe una possibile velocità elevata del veicolo coinvolto, stimata in circa 132 km/h in ambito urbano, con presunte violazioni dei limiti e delle norme di prudenza in prossimità dell’incrocio.
Si tratta di elementi ancora al vaglio degli esperti, che saranno oggetto di ulteriore verifica nella fase di consulenza disposta dal giudice.
Il dolore della comunità e le parti civili
La tragedia ha profondamente scosso Barcellona Pozzo di Gotto e il comprensorio, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla guida responsabile nei centri abitati.
Le famiglie delle vittime si sono costituite parte civile nel procedimento, assistite dai legali Paolo Pino, Claudio Cannas e Alessandro Pruiti Ciarello, con l’obiettivo di far luce completa sulla dinamica dell’incidente e sulle eventuali responsabilità .

