All’alba è scattata a Palermo una vasta operazione antimafia condotta da Polizia di Stato e Carabinieri nei quartieri di Brancaccio e Sperone, che ha portato a 32 indagati. Le accuse contestate, a vario titolo, comprendono associazione mafiosa, estorsione aggravata, traffico di stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori, nell’ambito di un’indagine che punta a colpire i mandamenti mafiosi cittadini.
Un’inchiesta lunga tre anni sui nuovi assetti mafiosi
L’indagine, sviluppata tra il 2023 e il 2026, ha permesso di ricostruire l’evoluzione delle famiglie mafiose di Brancaccio, Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille, evidenziando una struttura ancora attiva, basata sul controllo del territorio e sulla gestione delle attività estorsive e del traffico di droga.
Gli investigatori descrivono inoltre una Cosa Nostra in trasformazione, capace di mantenere metodi intimidatori tradizionali ma anche di inserirsi in dinamiche economiche più moderne, con una gestione “imprenditoriale” delle risorse illecite.
Il ruolo del funzionario pubblico nelle indagini
Tra i soggetti coinvolti figura anche un dipendente dell’Agenzia delle Entrate, accusato di aver messo a disposizione del gruppo criminale competenze tecniche e accesso a informazioni riservate, facilitando operazioni di falsificazione documentale e schermatura patrimoniale. In cambio avrebbe ricevuto compensi riconducibili al sodalizio mafioso.
Elenco completo degli indagati
- Pietro Asaro
- Antonino Borgognone
- Salvatore Borgognone
- Filippo Bruno
- Francesco Capizzi
- Giuseppe Caserta
- Sebastiano Castagnetta
- Ignazio CinĂ
- Maurizio Costa
- Salvatore Di Pasquale
- Angelo Faraone
- Paolo Filippone
- Antonino Giuliano
- Antonino Graviano
- Mohamed Labidi
- Cosimo Lo Nigro
- Saverio Marchese
- Antonino Marino
- Pietro Mendola
- Antonino Randazzo
- Antonino Sacco
- Carmelo Sacco
- Francesco Salerno
- Luciano Scrima
- Matteo Scrima
- Antonino Spadaro
- Gaetano Spadaro
- Pietro Tagliavia
- Giacomo Teresi
- Ignazio Testa
- Filippo Marcello Tutino
- Giuseppe Vulcano
Perquisizioni e sequestri patrimoniali
Nel corso dell’operazione sono state disposte numerose perquisizioni e il sequestro preventivo di beni, aziende, conti correnti e immobili, riconducibili a ipotesi di autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Le indagini proseguono per definire ulteriormente la rete dei collegamenti e il ruolo dei singoli indagati all’interno dell’organizzazione criminale.

