Barcellona, maxi operazione su un distributore carburanti: 58 lavoratori irregolari e sanzioni per 570mila euro ai titolari

Scoperti 27 lavoratori in nero e 31 irregolari: ricostruito un sistema di turni alterati, straordinari non pagati e contributi omessi

Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, si amplia il quadro dell’inchiesta che lo scorso ottobre aveva portato agli arresti domiciliari per due imprenditori attivi nel settore della vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione.

Secondo quanto emerso dalle indagini, ai dipendenti sarebbero stati imposti orari di lavoro superiori a quelli dichiarati in busta paga, con una gestione considerata fortemente irregolare del personale.

Lavoro oltre le ore dichiarate e stipendi non regolari

Gli accertamenti hanno evidenziato una discrepanza sistematica tra le ore effettivamente svolte e quelle formalmente registrate: turni da 8 ore venivano dichiarati come 6 ore e 40 minuti.

In diversi casi non sarebbero state riconosciute le maggiorazioni per straordinari, lavoro notturno e festivo, oltre alla mancata corresponsione, totale o parziale, di tredicesima e quattordicesima mensilità.

Restituzioni in contanti e gestione irregolare dei salari

Le verifiche hanno inoltre fatto emergere un ulteriore elemento: alcuni lavoratori sarebbero stati costretti a restituire in contanti parte delle mensilità o delle gratifiche ricevute, secondo un meccanismo che gli investigatori ritengono non conforme alle norme sul lavoro.

Un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe inciso in modo significativo sulle condizioni economiche dei dipendenti.

Lavoro nero e sanzioni amministrative

Le successive attività ispettive, condotte dalla Guardia di Finanza di Messina insieme a INPS e Ispettorato Nazionale del Lavoro, hanno portato alla luce un quadro più ampio di irregolarità.

Sono stati individuati 27 lavoratori completamente in nero e altri 31 impiegati in modo non regolare, con sanzioni complessive che ammontano a circa 570 mila euro.

Un sistema strutturato secondo gli investigatori

Gli approfondimenti hanno confermato, secondo gli inquirenti, la presenza di un modello organizzativo consolidato, caratterizzato da pagamenti non tracciabili e da omissioni negli obblighi contributivi e assistenziali.

Un impianto gestionale che avrebbe permesso, nel tempo, di ridurre i costi del lavoro a discapito della piena tutela dei dipendenti e della regolarità contrattuale.

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