Reddito di cittadinanza, archiviazione a Barcellona Pozzo di Gotto: assolto un cittadino di Milazzo

Cadono le accuse di truffa e danno erariale: per il giudice e la Corte dei conti nessuna irregolarità nella posizione patrimoniale

Si chiude con un’archiviazione l’inchiesta che vedeva coinvolto un cittadino di Milazzo, finito sotto indagine per una presunta indebita percezione del reddito di cittadinanza. Il Gup di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Sidoti, ha disposto il proscioglimento, escludendo la sussistenza dei reati ipotizzati.

All’uomo erano stati contestati i reati di truffa ai danni dello Stato e danno erariale, ma gli elementi raccolti nel corso delle indagini non hanno confermato le accuse.

Il ruolo della Corte dei conti

A rafforzare la linea difensiva è intervenuta anche la Corte dei conti per la Regione Siciliana, che ha disposto l’archiviazione del procedimento contabile. Un passaggio decisivo che ha escluso qualsiasi responsabilità sotto il profilo economico.

L’avvocato Silvia Maio, che ha assistito l’indagato, ha evidenziato come entrambi i procedimenti – penale e contabile – si siano conclusi senza rilievi.

Le contestazioni iniziali

L’indagine era partita da un controllo della Guardia di finanza sulla domanda presentata nel gennaio 2021. Al centro delle verifiche, la presunta omissione di alcune informazioni patrimoniali.

In particolare, veniva contestata la mancata indicazione di quote societarie e la disponibilità di un saldo di circa 7.550 euro, elementi che – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbero superato i limiti previsti dalla normativa, rendendo indebita la percezione di circa 5.500 euro.

Le verifiche della difesa

Determinante è stata l’attività della difesa, che ha ricostruito nel dettaglio la situazione economica reale. Attraverso l’analisi di bilanci e documentazione societaria, è emerso che la partecipazione dell’uomo aveva carattere esclusivamente formale.

La società, infatti, risultava inattiva, con conti in perdita o senza utili, e priva di un reale valore commerciale.

Nessun vantaggio economico reale

Altro punto centrale riguarda le somme contestate. La difesa ha dimostrato che il presunto saldo non rappresentava una disponibilità personale, ma era legato a poste tecniche interne alla società, mai concretamente accessibili all’indagato.

Un elemento che ha contribuito a escludere qualsiasi vantaggio economico diretto, portando così alla definitiva archiviazione del caso.

Un caso chiuso senza responsabilità

Con la decisione del Gup e il pronunciamento della Corte dei conti, la vicenda si conclude senza conseguenze per il cittadino milazzese. Viene così chiarito che non vi è stata alcuna indebita percezione del beneficio, né violazioni delle norme previste.

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