Zes a Milazzo, imprese in pressing: “Ora servono cantieri e investimenti”

Dopo anni di attese, il mondo produttivo chiede alla Regione di accelerare sui progetti della Zona economica speciale per rilanciare industria, commercio e occupazione

Sono trascorsi ormai due anni dall’ingresso di Milazzo nella Zona economica speciale, ma per imprenditori e operatori economici il tempo delle attese è terminato. Dal tessuto produttivo della città arriva una richiesta netta alla Regione: passare immediatamente dalla pianificazione ai fatti concreti.

Durante gli ultimi incontri con i tecnici della programmazione territoriale, aziende e rappresentanti delle categorie produttive hanno sottolineato la necessità di superare la lunga fase burocratica che, fino a oggi, ha rallentato ogni iniziativa legata alla Zes.

Un’area strategica da 450 mila metri quadrati

Milazzo rientra a pieno titolo nella nuova Zona economica speciale con circa 450 mila metri quadrati di aree coinvolte. Si tratta di spazi nei quali operano attività industriali, commerciali, artigianali e alberghiere, considerate dagli imprenditori una risorsa fondamentale per il rilancio dell’economia locale.

Secondo il mondo produttivo, questo patrimonio non può più restare fermo. La mancanza di interventi operativi e i ritardi amministrativi hanno infatti creato una situazione di stallo e incertezza che ha frenato investimenti e nuovi progetti imprenditoriali.

Le Zes vengono considerate uno strumento decisivo perché consentono di usufruire di agevolazioni fiscali, semplificazioni burocratiche e procedure più veloci, elementi ritenuti essenziali per attirare nuove aziende e capitali.

Ex Montecatini e Centro mercantile tra le aree chiave

Tra le zone sulle quali si concentra maggiore attenzione figurano l’ex Montecatini, il Centro mercantile e l’area dell’ex Metallurgica. Per gli operatori economici questi spazi potrebbero diventare il cuore di una nuova fase di sviluppo industriale e commerciale, purché vengano sostenuti da una programmazione efficace e da investimenti mirati.

Un possibile impulso è arrivato da una recente circolare regionale che ha eliminato l’obbligo di rimodulare il piano commerciale. La novità permette anche agli immobili con destinazione industriale di ospitare attività commerciali, aprendo così nuove prospettive per numerose strutture rimaste inutilizzate per anni.

Restano i timori sulle speculazioni

Accanto alle opportunità economiche, continuano però a emergere alcune preoccupazioni. In passato, il possibile cambio di destinazione d’uso di diversi immobili aveva generato polemiche per il rischio di speculazioni edilizie e commerciali, oltre che per i possibili effetti sulle attività già presenti sul territorio.

Tra gli immobili coinvolti figurano anche gli ex magazzini del Consorzio agrario di San Paolino e alcune strutture dismesse nelle aree di via Acqueviole e via Tonnara.

Nuovi investimenti per fermare l’emigrazione giovanile

Nonostante le criticità, le prospettive restano importanti. L’arrivo di nuovi investimenti potrebbe tradursi in nuova occupazione, riqualificazione urbana e crescita economica, offrendo risposte concrete a un territorio che da anni combatte contro la fuga dei giovani.

Il Comune ha già manifestato la volontà di avviare un percorso di recupero e valorizzazione delle aree produttive. Dal territorio, però, arriva una richiesta precisa ai vertici della Zes: uscire definitivamente dall’immobilismo e dare il via ai primi interventi concreti per rilanciare l’economia di Milazzo.

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