Maxi inchiesta fiscale a Barcellona, assolti due imprenditori dopo il sequestro da 3 milioni di euro

Il tribunale cancella ogni accusa nei confronti dei titolari di Ags Logistic e Cattafi Transervice: “Il fatto non sussiste”

Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che ha coinvolto due imprenditori operanti nel settore della logistica e dell’autotrasporto. Il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha assolto Anna Siragusa e Domenico Cattafi, marito e moglie, finiti sotto processo per presunte violazioni fiscali legate alla gestione delle rispettive aziende.

La sentenza emessa dalla giudice Noemi Genovese ha stabilito che i fatti contestati non sussistono, accogliendo integralmente la linea difensiva sostenuta dagli avvocati Nicola Verderico e Roberto Picciolo.

Il sequestro da tre milioni di euro annullato già nel 2022

L’inchiesta aveva preso avvio nel 2022, quando il gip del tribunale di Barcellona aveva disposto un sequestro preventivo per equivalente pari a circa 3 milioni di euro nei confronti della coppia.

Un provvedimento successivamente revocato dal Tribunale del Riesame, che aveva accolto il ricorso presentato dai legali degli imprenditori. Nonostante l’annullamento del sequestro, il procedimento penale era proseguito fino al rinvio a giudizio.

Le contestazioni mosse dalla Procura

Al centro dell’indagine vi era la posizione della società Ags Logistic, azienda con sede legale in Germania amministrata da Anna Siragusa. Secondo l’accusa, la società avrebbe avuto in realtà una stabile organizzazione in Italia, pur risultando formalmente registrata all’estero.

Gli inquirenti ritenevano quindi che l’impresa dovesse adempiere agli obblighi fiscali italiani, contestando all’imprenditrice l’omessa presentazione delle dichiarazioni Iva dal 2016 al 2020, con una presunta evasione superiore a 1,4 milioni di euro.

A Domenico Cattafi, titolare della Cattafi Transervice di Milazzo, veniva invece contestato il reato di dichiarazione infedele. Secondo la Procura, l’imprenditore avrebbe applicato in modo errato il regime del reverse charge nelle fatture emesse verso la società tedesca, considerata dall’amministrazione finanziaria fiscalmente italiana. La presunta evasione contestata superava in questo caso 1,5 milioni di euro.

La richiesta di condanna e la decisione del tribunale

Nel corso del processo, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione per entrambi gli imputati.

Il tribunale ha però escluso ogni responsabilità penale, pronunciando un’assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste”.

Determinante la strategia difensiva

Secondo quanto sostenuto dagli avvocati difensori, la società Ags Logistic possedeva un’effettiva struttura operativa in Germania, elemento che avrebbe escluso qualsiasi ipotesi di esterovestizione fiscale.

La difesa ha inoltre evidenziato la correttezza dell’utilizzo del regime dell’inversione contabile da parte della ditta di Domenico Cattafi nei rapporti commerciali con la società estera.

“Operazioni fiscalmente neutre”

Nel corso del dibattimento, i legali hanno spiegato che le operazioni contestate risultavano fiscalmente neutre per la ditta individuale dell’imprenditore milazzese.

Secondo la ricostruzione difensiva, infatti, le fatture emesse nei confronti della società tedesca erano state regolarmente assoggettate al sistema del reverse charge previsto per i rapporti con clienti comunitari, senza alcun vantaggio fiscale illecito né indebita detrazione dell’Iva.

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