Saranno processati con l’accusa di aver agevolato la latitanza di un uomo condannato in via definitiva. Il giudice dell’udienza preliminare di Aosta ha disposto il rinvio a giudizio per gli imprenditori edili Pasquale e Nicola Liporace, residenti a Courmayeur, e per Francesco Duca e Rosella Venuto, entrambi domiciliati a Milazzo.
Il procedimento riguarda il reato di procurata inosservanza della pena, legato alla vicenda di Giuseppe Stancampiano Pizzo, arrestato nel novembre 2019 a Courmayeur dalla Direzione Investigativa Antimafia con il supporto dei carabinieri.
Il ruolo degli imputati secondo l’accusa
Per la Procura, i quattro avrebbero fornito supporto concreto al latitante, aiutandolo a sottrarsi alla detenzione dopo una condanna definitiva a sette anni per bancarotta fraudolenta e ricettazione, emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria.
In particolare, secondo gli inquirenti:
- Francesco Duca avrebbe accompagnato l’uomo dalla Sicilia fino in Valle d’Aosta il giorno stesso dell’ordinanza;
- Pasquale Liporace lo avrebbe ospitato nella propria abitazione a Courmayeur;
- Rosella Venuto avrebbe contribuito alla gestione delle sue attività durante la latitanza.
L’altro filone: lavori pubblici senza autorizzazione
Nello stesso procedimento, Nicola Liporace, Francesco Duca e Rosella Venuto dovranno rispondere anche di un secondo capo d’imputazione. Secondo l’accusa, avrebbero eseguito lavori di sgombero neve per il Comune di Courmayeur tra il 2019 e il 2022 senza le necessarie autorizzazioni.
La Procura contesta inoltre agli imprenditori Gianni e Danilo Della Camera di aver affidato in subappalto tali lavori in modo irregolare, coinvolgendo anche altri membri della famiglia Liporace.
Processo fissato a settembre
Tutti gli imputati compariranno davanti al tribunale il 23 settembre, data in cui prenderà il via il processo per entrambi i filoni investigativi.
Indagini parallele su presunta corruzione
La posizione di Pasquale e Nicola Liporace emerge anche in un’ulteriore inchiesta relativa a presunti episodi di corruzione legati ai lavori nel Traforo del Monte Bianco, in particolare nella galleria di Entrèves. Secondo gli investigatori, alcuni interventi sarebbero stati assegnati tramite subappalti non autorizzati.
Le indagini della Procura di Aosta sono ancora in corso e coinvolgono anche altri imprenditori per lavori in un’area di sosta. Una parte del fascicolo, tra cui la posizione di Nicola Liporace e di altri indagati, è stata trasferita alla Procura di Paola per competenza territoriale, poiché il presunto accordo corruttivo sarebbe stato concluso in Calabria.
Un’inchiesta articolata
Il caso si presenta complesso e articolato, con più filoni che intrecciano favoreggiamento, appalti irregolari e ipotesi di corruzione, delineando un quadro investigativo ancora in evoluzione.

