Si è aperta a Palermo una nuova fase del procedimento giudiziario che coinvolge l’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, accusato di ipotesi di corruzione e traffico di influenze illecite. Nel corso dell’udienza preliminare, i suoi legali hanno formalizzato la richiesta di patteggiamento, un istituto che consente di concordare una pena ridotta con la pubblica accusa ed evitare il dibattimento ordinario.
Udienza a Palermo senza la presenza dell’ex governatore
L’imputato non era presente in aula durante l’udienza celebrata presso il tribunale di Palermo. A rappresentarlo sono stati i difensori, che hanno avanzato la richiesta di definizione del procedimento attraverso il rito alternativo. Il pubblico ministero ha espresso parere favorevole, lasciando ora la decisione finale al giudice per l’udienza preliminare.
Pena proposta e risarcimenti
Nell’istanza depositata, la difesa ha indicato una pena concordata di tre anni di reclusione, con la possibilità di accedere a forme di lavoro sostitutivo per la parte residua. Contestualmente è stata avanzata anche un’offerta risarcitoria complessiva di 15 mila euro, suddivisa tra l’ospedale Villa Sofia e l’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa.
La decisione del giudice
La valutazione della richiesta è ora nelle mani del giudice per l’udienza preliminare, che si pronuncerà nella prossima udienza fissata per il 15 maggio. Sarà in quella sede che verrà stabilito se accogliere o meno il patteggiamento proposto.
Un altro imputato sceglie il rito abbreviato
Nel procedimento figura anche Ferdinando Aiello, uno degli altri indagati, che attraverso i propri legali ha invece optato per il rito abbreviato, altra forma di definizione alternativa del processo che comporta uno sconto di pena in caso di condanna. Anche su questa richiesta il giudice si esprimerà nella stessa data.
Il procedimento entra quindi in una fase decisiva, in cui le scelte difensive e le valutazioni del giudice determineranno i possibili sviluppi dell’intera vicenda giudiziaria.

