Aeroporto del Mediterraneo tra Milazzo e Barcellona, parte il dialogo con i proprietari dei terreni

Presentato a Palazzo D’Amico il maxi progetto della Sciara Holding: investimento miliardario, area commerciale e migliaia di posti di lavoro previsti nel comprensorio

Si è svolto nella Sala Nobile di Palazzo D’Amico il primo incontro pubblico tra i rappresentanti della Sciara Holding e i proprietari delle aree coinvolte nel progetto del futuro “Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo”, infrastruttura che dovrebbe sorgere tra i territori di MilazzoBarcellona Pozzo di Gotto e Merì.

L’iniziativa ha attirato numerosi cittadini, proprietari terrieri e curiosi, interessati a conoscere più da vicino un progetto che continua a dividere il territorio tra entusiasmo, dubbi e scetticismo.

Il progetto: aeroporto, hotel, outlet e polo logistico

Ad aprire l’incontro è stato Fabio Bertolotti, amministratore della holding, che ha illustrato ai presenti la visione generale dell’opera, definita come un grande hub internazionale capace di collegare Europa, Africa, Medio Oriente e America.

Secondo quanto spiegato durante la riunione, il piano non riguarderebbe soltanto la costruzione di uno scalo aeroportuale destinato ai voli passeggeri e cargo, ma includerebbe anche un vasto comparto commerciale e direzionale.

Nel dettaglio, il masterplan prevederebbe:

  • un aeroporto intercontinentale
  • un’area logistica per le merci
  • hotel e strutture ricettive
  • un centro congressi
  • outlet commerciali
  • uffici e spazi direzionali
  • un grande impianto fotovoltaico per l’autosufficienza energetica

Bertolotti ha descritto il progetto come “una vera e propria nuova città”, sostenendo che potrebbe generare migliaia di opportunità occupazionali per tutto il comprensorio.

Investimento da oltre un miliardo di euro

Durante l’incontro è stato ribadito che l’opera verrebbe realizzata esclusivamente attraverso capitali privati, senza utilizzo di fondi pubblici.

La holding ha parlato di un investimento superiore a 1,2 miliardi di euro, ai quali si aggiungerebbero ulteriori risorse destinate al settore energetico. Secondo quanto dichiarato dai promotori, sarebbero già stati coinvolti fondi internazionali per una disponibilità economica complessiva vicina ai 2,75 miliardi di euro.

Tra gli aspetti maggiormente evidenziati dai rappresentanti della società figura il possibile impatto occupazionale. Le stime illustrate durante l’assemblea parlano di decine di migliaia di posti di lavoro, considerando sia l’occupazione diretta sia l’indotto collegato alle attività commerciali e logistiche.

Il confronto con i proprietari dei terreni

Uno dei temi centrali dell’incontro ha riguardato l’acquisizione delle aree necessarie alla realizzazione dell’opera.

I rappresentanti della Sciara Holding hanno invitato i proprietari interessati a manifestare la propria disponibilità ad avviare trattative private per la cessione dei terreni.

La società ha spiegato di voler privilegiare accordi volontari e bonari, assicurando valutazioni economiche considerate più vantaggiose rispetto agli attuali valori di mercato.

Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche Francesco Smedile, che ha raccontato di avere già raggiunto un primo accordo preliminare per la vendita delle proprie aree, testimoniando così l’avvio concreto delle trattative.

Tecnici ed esperti illustrano il percorso amministrativo

All’incontro hanno preso parte anche diversi professionisti coinvolti nel progetto, tra cui l’avvocato Roberto Di Pietro, il coordinatore Giuseppe Grippaldi, l’ingegnere Adriano Grassi, il perito industriale Pietro Antonio Picciolo e l’ex consigliere comunale Maurizio Munafò.

I relatori hanno illustrato ai presenti le possibili tappe amministrative e urbanistiche che il progetto dovrà affrontare nei prossimi mesi prima di arrivare alle eventuali autorizzazioni definitive.

Un progetto che divide il territorio

L’idea dell’“Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo” continua intanto a far discutere opinione pubblica, politica e cittadini.

Da una parte c’è chi vede nell’opera una possibile svolta economica per l’intera area tirrenica, capace di attrarre investimenti e occupazione. Dall’altra restano forti dubbi sulla reale fattibilità dell’iniziativa, sui tempi di realizzazione e sull’impatto urbanistico e ambientale.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire quanti proprietari aderiranno alla manifestazione d’interesse e quale direzione prenderà uno dei progetti più ambiziosi mai ipotizzati nel territorio messinese.

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