Qualità dell’aria nella Valle del Mela: dati in miglioramento ma restano criticità e richieste di riforma gestionale

Report Snpa: livelli di Pm10 e biossido di azoto sotto i limiti, ma il territorio industriale chiede interventi strutturali e un sistema di controllo più efficiente

La situazione ambientale nel comprensorio del Valle del Mela mostra segnali di miglioramento sul fronte della qualità dell’aria, anche se il percorso verso gli obiettivi fissati dall’Unione Europea entro il 2030 richiederà ulteriori interventi e un rafforzamento delle attività di monitoraggio.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto annuale del SNPA, che fotografa una condizione complessivamente sotto controllo per le principali sostanze inquinanti, in particolare polveri sottili e ossidi di azoto.

Pm10 sotto i limiti: valori contenuti in tutto il comprensorio

I dati relativi al Pm10 risultano ampiamente inferiori ai limiti previsti dalla normativa. A Milazzo la media annua si attesta intorno ai 19 microgrammi per metro cubo, con soli due superamenti del limite giornaliero.

Situazione analoga anche negli altri centri dell’area industriale: a Pace del Mela i valori oscillano tra 16 e 17 microgrammi con pochi episodi di superamento, mentre a San Filippo del Mela si registra una media di circa 16. Ancora più bassi i dati rilevati a Santa Lucia del Mela, dove il valore scende a circa 14 microgrammi.

Ossidi di azoto: quadro stabile e nei parametri

Anche per il biossido di azoto (NO2) i rilievi confermano una situazione stabile e generalmente conforme ai limiti di legge.

Le centraline distribuite tra Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela e Santa Lucia del Mela registrano valori contenuti, senza superamenti delle soglie giornaliere previste dalla normativa vigente.

Miglioramenti ma restano le criticità del polo industriale

Nonostante i dati positivi, il report evidenzia come il territorio della Valle del Mela resti un’area sensibile, storicamente segnata dalla presenza di insediamenti industriali.

Per questo motivo viene sottolineata la necessità di potenziare la rete di monitoraggio ambientale e accelerare i piani di risanamento, spesso rimasti incompiuti o applicati solo parzialmente.

Il dibattito: verso una governance unica dell’area industriale

Sul tema è intervenuto anche Egidio Maio, coordinatore di Zero Waste Sicilia del circolo “A Carmoz”, che rilancia l’idea di una gestione unitaria dell’area industriale.

Secondo la proposta, le competenze oggi frammentate tra diversi enti e comuni dovrebbero essere accorpate in un unico organismo locale, sul modello dei distretti socio-sanitari, coinvolgendo in modo paritario tutte le amministrazioni del comprensorio.

Monitoraggio ambientale e fiducia nei dati

Tra le criticità segnalate anche la gestione della rete di controllo ambientale, attualmente distribuita tra più enti e priva di un coordinamento centrale locale.

Secondo le osservazioni delle associazioni, questa frammentazione potrebbe incidere sulla percezione di efficacia del sistema di monitoraggio e alimentare il dibattito sulla piena attendibilità e interpretazione dei dati ambientali forniti dagli organismi regionali.

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