Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’audizione davanti ai magistrati della Procura di Gela che stanno coordinando l’inchiesta sulla frana avvenuta a Nisceminel gennaio scorso.
L’indagine coinvolge complessivamente 13 persone, tra cui anche altri tre ex presidenti della Regione Siciliana, ed è legata alle ipotesi di reato di disastro colposo e danneggiamento conseguente a frana.
Schifani presenta documenti e dichiarazioni spontanee
Pur scegliendo di non rispondere alle domande degli inquirenti, il governatore siciliano ha comunque rilasciato dichiarazioni spontanee e consegnato una corposa documentazione difensiva ai magistrati.
L’incontro si è svolto direttamente a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, dove si sono recati il procuratore di Gela Salvatore Vella, insieme agli investigatori della polizia giudiziaria e ai consulenti tecnici nominati dalla Procura.
Secondo quanto trapela dagli ambienti regionali, la documentazione depositata mirerebbe a chiarire il ruolo ricoperto dal presidente e le competenze effettivamente esercitate rispetto alla vicenda finita sotto la lente della magistratura.
La nota della Regione: “Totale estraneità ai fatti contestati”
In una comunicazione diffusa da Palazzo d’Orleans, viene sottolineato che Renato Schifani avrebbe ribadito la propria estraneità rispetto ai fatti contestati nell’inchiesta.
“La documentazione prodotta e le dichiarazioni rese dal presidente hanno chiarito la sua totale estraneità alla vicenda”, si legge nella nota ufficiale, nella quale si evidenzia inoltre che, “per quanto di sua competenza, gli interventi sarebbero stati attivati tempestivamente”.
Anche Crocetta aveva scelto il silenzio
La stessa linea difensiva era stata adottata nei giorni scorsi anche dall’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, anch’egli coinvolto nell’indagine coordinata dalla Procura di Gela.
L’inchiesta punta a fare luce sulle eventuali responsabilità amministrative e istituzionali legate alla frana che, nei mesi scorsi, aveva provocato danni e forti preoccupazioni nel territorio di Niscemi.

