Case popolari di Fiumarella, anziani bloccati in casa: diffida allo Iacp per l’ascensore fuori uso

Due coniugi ultraottantenni e invalidi al 100% non riescono da settimane a lasciare la propria abitazione. Il consigliere comunale Massimo Bagli chiede un intervento immediato e minaccia azioni legali in caso di ulteriori ritardi

Da settimane vivono una situazione che definire difficile sarebbe riduttivo. Due anziani coniugi residenti nelle case popolari del quartiere Fiumarella, a Milazzo, sarebbero costretti a rimanere all’interno della propria abitazione a causa del protratto malfunzionamento dell’ascensore dello stabile in cui vivono.

A denunciare pubblicamente il caso è il neo consigliere comunale Massimo Bagli, intervenuto in rappresentanza del sindacato Uniciv e dell’associazione inquilini Seias, che ha notificato una formale diffida allo Iacp di Messina chiedendo un intervento urgente per ripristinare il servizio.

Una situazione che pesa sugli anziani più fragili

Al centro della vicenda vi è una coppia di assegnatari degli alloggi popolari: lui ha 86 anni, lei 82. Entrambi risultano affetti da gravi limitazioni motorie e riconosciuti invalidi al 100 per cento. Abitando al terzo piano della palazzina, l’assenza dell’ascensore avrebbe di fatto compromesso la loro possibilità di uscire autonomamente di casa.

Secondo quanto evidenziato nella diffida, il guasto si trascinerebbe da tempo senza che siano state adottate soluzioni definitive, nonostante le numerose segnalazioni effettuate dai residenti. Una condizione che, per le persone con maggiori fragilità, rischia di trasformarsi in un serio problema sociale oltre che sanitario.

La diffida allo Iacp di Messina

Nel documento inviato all’ente gestore, Bagli definisce la situazione “non più sostenibile”, sottolineando come il mancato funzionamento dell’impianto rappresenti una barriera architettonica che limita concretamente diritti fondamentali quali la libertà di movimento, l’accesso alle cure e una piena qualità della vita.

Per questo motivo viene richiesto allo Iacp di procedere entro sette giorni dal ricevimento dell’atto al ripristino dell’ascensore oppure, in alternativa, di predisporre misure temporanee capaci di garantire l’accessibilità dello stabile e la mobilità degli inquilini interessati.

Possibili azioni legali

La diffida contiene inoltre l’avvertimento che, in assenza di un riscontro concreto entro i termini indicati, potrebbero essere intraprese ulteriori iniziative nelle sedi competenti. Tra le ipotesi prospettate figurano azioni in ambito civile e penale, oltre alla richiesta di eventuali risarcimenti per i danni subiti dagli assegnatari coinvolti.

Le promesse di riqualificazione del quartiere

La vicenda riporta l’attenzione sulle criticità che da anni interessano il complesso di edilizia residenziale pubblica di Fiumarella. Lo scorso 20 maggio il presidente dello Iacp, Beppe Picciolo, accompagnato dal direttore generale Maria Giacobbe e dal sindaco di Milazzo Pippo Midili, aveva effettuato un sopralluogo nella zona confrontandosi con i residenti.

Durante l’incontro erano stati annunciati interventi urgenti per risolvere alcune problematiche, tra cui il guasto dell’autoclave, e illustrato un più ampio programma di riqualificazione destinato alle palazzine del quartiere, molte delle quali presentano da tempo carenze strutturali e disservizi.

Un problema segnalato da anni

La questione delle barriere architettoniche a Fiumarella non è nuova. Negli anni scorsi a sollevare il problema era stato anche Saverio Todaro, già presidente dell’associazione “Essere Uguali”, che aveva più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà vissute da anziani, persone con disabilità e cittadini particolarmente vulnerabili residenti nel quartiere.

Oggi, con il caso della coppia di coniugi impossibilitata a lasciare la propria abitazione, la problematica torna al centro del dibattito cittadino, alimentando le richieste di interventi immediati per garantire condizioni di vita dignitose agli abitanti delle case popolari di Fiumarella.

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