Ponte sullo Stretto, Ciucci chiarisce su personale, compensi e fondi UE: “Rispetto totale delle norme”

Stretto di Messina: l’amministratore delegato interviene su struttura societaria, limiti retributivi e futuro del finanziamento europeo. Confermata la tabella di marcia verso il 2026

Secondo quanto dichiarato all’ANSA dall’amministratore delegato Pietro Ciucci, la quasi totalità dei lavoratori impiegati nella società Stretto di Messina proviene da realtà del gruppo Anas e dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Il personale risulta assegnato tramite distacco temporaneo e mantiene integralmente il proprio inquadramento economico presso le aziende di origine.

Una scelta che, secondo la società, garantisce continuità tecnica e competenze già consolidate nel settore delle grandi infrastrutture.

Compensi nel rispetto del “tetto retributivo”

Ciucci ha inoltre precisato che i compensi del Consiglio di amministrazione, compresi quelli del presidente e dell’amministratore delegato, rientrano nei limiti previsti dalla normativa vigente sul cosiddetto tetto agli stipendi pubblici.

Allo stesso tempo, viene evidenziato che la normativa consente una deroga specifica per alcune figure dirigenziali interne: attualmente sarebbero coinvolti due dirigenti di alto profilo, selezionati per garantire competenze specialistiche considerate essenziali per la gestione di un progetto infrastrutturale di tale complessità.

Una struttura pensata per un’opera strategica

La società ribadisce che l’obiettivo è disporre di professionalità in grado di interagire con soggetti istituzionali, tecnici e internazionali di primo livello, assicurando capacità di coordinamento, negoziazione e controllo in tutte le fasi progettuali e realizzative del ponte sullo Stretto di Messina.

Fondi europei e revisione del cofinanziamento

Sul fronte europeo, Ciucci è intervenuto anche sul tema del contributo da circa 25 milioni di euro assegnato nell’ambito del programma CEF – Connecting Europe Facility, gestito dall’agenzia CINEA della Commissione Europea.

Il finanziamento, sottoscritto nell’ottobre 2024, era destinato a coprire il 50% delle attività di progettazione esecutiva dell’infrastruttura ferroviaria collegata all’opera, con avvio previsto inizialmente entro il 2026.

A causa della revisione del cronoprogramma, la società ha avviato nel marzo scorso la procedura per una risoluzione anticipata del grant agreement, scelta definita come temporanea e funzionale alla riprogrammazione delle attività.

Nuovo calendario e prospettive future

Secondo le nuove stime, l’iter autorizzativo aggiornato del progetto potrebbe concludersi entro la fine dell’estate 2026, permettendo così l’avvio della fase operativa nell’ultimo trimestre dello stesso anno.

La società sottolinea inoltre che la chiusura anticipata dell’accordo non modifica la valutazione positiva già espressa dall’Unione Europea sull’opera, che aveva ottenuto punteggi elevati nei bandi precedenti grazie alla sua rilevanza strategica nei corridoi TEN-T, in particolare per coesione territoriale, sostenibilità, efficienza dei collegamenti e benefici per l’utenza.

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