La Polizia di Stato ha notificato questa mattina un invito a comparire per interrogatorio emesso dal GIP del Tribunale di Caltanissetta nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge complessivamente otto persone, tra cui un deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, dirigenti e funzionari di enti pubblici regionali e soggetti privati.
Il provvedimento rientra in un procedimento più ampio nel quale la Procura della Repubblica di Caltanissetta, al termine delle indagini preliminari, ha avanzato richiesta di misure cautelari personali custodiali nei confronti degli indagati.
Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falso ideologico. Per il deputato regionale l’accusa principale è quella di corruzione, mentre per gli altri indagati le contestazioni variano in relazione ai singoli ruoli e condotte.
Il quadro accusatorio ricostruito dagli inquirenti
Secondo l’impostazione della Procura, al centro dell’inchiesta vi sarebbe un presunto sistema di rapporti e scambi di favori tra esponenti politici, dirigenti pubblici e soggetti privati, finalizzato all’ottenimento di incarichi, nomine e vantaggi amministrativi.
Gli investigatori ipotizzano che il direttore pro tempore del Cefpas di Caltanissetta avrebbe orientato la propria attività istituzionale in favore del parlamentare regionale, intervenendo su procedure di incarico e assegnazioni professionali, anche a beneficio di persone a lui vicine.
Tra gli episodi contestati figurano, secondo l’accusa, affidamenti di incarichi e consulenze a soggetti indicati dall’esponente politico, oltre a scelte amministrative che avrebbero favorito interessi privati collegati all’indagato.
Incarichi, appalti e presunti favori incrociati
L’indagine ricostruisce anche una serie di presunti intrecci tra incarichi pubblici e interessi personali, tra cui assegnazioni professionali, contratti e accordi tra enti pubblici che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati utilizzati per favorire persone vicine al deputato.
Vengono inoltre ipotizzati rapporti di reciproca utilità tra alcuni indagati, con promesse di incarichi dirigenziali e conferme di ruoli apicali all’interno degli enti coinvolti in cambio di atti amministrativi favorevoli.
Un ulteriore filone riguarda la gestione di una procedura legata alla realizzazione di una biblioteca digitale, affidata – sempre secondo l’ipotesi accusatoria – a un operatore economico ritenuto privo di specifiche competenze nel settore.
Le posizioni degli altri indagati
Tra gli altri soggetti coinvolti figurano dirigenti e funzionari del Cefpas, un dirigente dell’Asp di Agrigento, un rappresentante di una società privata, oltre a funzionari regionali in servizio e in quiescenza.
Per alcuni di loro l’accusa riguarda la presunta partecipazione a decisioni amministrative ritenute non conformi ai doveri d’ufficio, mentre per altri si ipotizza il ruolo di intermediari o beneficiari di incarichi e affidamenti.
Ipotesi di falso e verifiche sulle procedure
Un ulteriore capo d’imputazione riguarda il falso ideologico, contestato ad alcuni componenti di commissioni di valutazione, che secondo gli inquirenti avrebbero attestato elementi non corrispondenti al vero nell’ambito di procedure pubbliche.
Le prossime mosse dell’indagine
Gli indagati sono stati convocati per rendere interrogatorio davanti all’autorità giudiziaria. Solo dopo tali audizioni il GIP valuterà la richiesta di misure cautelari avanzata dalla Procura.
L’inchiesta prosegue nella fase preliminare e tutte le posizioni sono al vaglio degli inquirenti, mentre per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

