Donna muore al Fogliani di Milazzo dopo un intervento chirurgico, la Procura apre un fascicolo

La 58enne era stata operata all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto e successivamente trasferita al Fogliani di Milazzo. Disposta l’autopsia e sequestrata la documentazione sanitaria per chiarire le cause del decesso

Una morte improvvisa e ancora avvolta da numerosi interrogativi ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte dell’autorità giudiziaria. Al centro delle verifiche il decesso di una donna di 58 anni, residente nell’hinterland tirrenico messinese, morta nei giorni scorsi all’ospedale Fogliani di Milazzo dopo una serie di complicazioni sopraggiunte in seguito a un intervento chirurgico per l’asportazione della colecisti.

La vicenda ha suscitato profonda commozione nella comunità di origine della donna, molto conosciuta e stimata, mentre i familiari chiedono che venga fatta piena luce sull’intero percorso sanitario che ha preceduto il tragico epilogo.

Il delicato decorso post-operatorio

Secondo quanto emerso nelle prime fasi degli accertamenti, la paziente era stata sottoposta a una colecistectomia, un intervento generalmente considerato di routine per la rimozione della colecisti, presso l’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto.

Dopo l’operazione, però, sarebbero insorte complicazioni cliniche che hanno reso necessario il trasferimento della donna in una struttura dotata di terapia intensiva. La 58enne è stata quindi trasferita al Fogliani di Milazzo, dove i sanitari hanno tentato di stabilizzare il quadro clinico.

Nonostante gli sforzi del personale medico, le condizioni della paziente si sarebbero progressivamente aggravate fino al decesso. Al momento, tuttavia, non sono state rese note le cause specifiche che hanno determinato il peggioramento né la natura delle complicanze insorte dopo l’intervento.

La richiesta di verità della famiglia

A spingere per un approfondimento della vicenda sono stati i familiari della donna, che hanno deciso di presentare una denuncia affinché vengano accertate con precisione le circostanze che hanno portato alla morte della loro congiunta.

L’esposto ha dato il via agli accertamenti della magistratura, chiamata a verificare se il decesso sia riconducibile esclusivamente a un decorso clinico particolarmente complesso oppure se possano emergere eventuali anomalie o criticità nelle procedure sanitarie adottate.

L’obiettivo degli investigatori è quello di ricostruire ogni singolo passaggio, dall’intervento chirurgico fino al ricovero in terapia intensiva e alle cure ricevute nei giorni successivi.

Sotto sequestro la cartella clinica

Tra i primi atti disposti dagli inquirenti vi è stato il sequestro della cartella clinica e di tutta la documentazione sanitaria relativa alla paziente.

Gli atti saranno adesso analizzati dagli esperti incaricati dalla Procura per verificare il percorso assistenziale seguito, le condizioni della donna nelle diverse fasi del ricovero e le decisioni terapeutiche adottate dal personale medico.

La documentazione rappresenta un elemento centrale dell’inchiesta e consentirà agli investigatori di ottenere un quadro dettagliato dell’intera vicenda sanitaria.

Autopsia decisiva per chiarire le cause della morte

Per fare chiarezza sulle ragioni del decesso, la magistratura ha inoltre disposto l’esame autoptico, passaggio considerato fondamentale per comprendere cosa sia accaduto e quali siano state le effettive cause della morte.

L’autopsia dovrà stabilire se il decesso sia stato provocato da complicanze imprevedibili oppure se vi siano altri elementi meritevoli di approfondimento. I risultati dell’esame medico-legale potrebbero rivelarsi determinanti per l’evoluzione dell’inchiesta.

Al momento nessun sanitario indagato

Allo stato attuale non risultano iscrizioni nel registro degli indagati e non sono stati adottati provvedimenti nei confronti dei sanitari che hanno seguito la paziente durante il ricovero.

Si tratta infatti di una fase preliminare delle indagini, finalizzata esclusivamente alla raccolta di elementi utili per ricostruire i fatti e verificare eventuali responsabilità.

Nelle prossime settimane saranno gli esiti dell’autopsia, l’analisi della cartella clinica e le ulteriori verifiche disposte dalla Procura a fornire risposte su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Portosalvo e l’intero comprensorio tirrenico. Una morte che, al momento, resta senza una spiegazione definitiva e sulla quale i familiari continuano a chiedere chiarezza, trasparenza e verità.

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