Maturità 2026, rivoluzione dell’esame: cambia nome, struttura e peso del comportamento (I DETTAGLI)

La nuova riforma ridisegna completamente l’Esame di Stato, che diventa “Maturità”. Orale centrale, stop alla scena muta e condotta decisiva per l’ammissione e il voto finale

Dal 2026 l’attuale Esame di Stato cambia volto e denominazione: si chiamerà semplicemente Maturità. Non si tratta però solo di una modifica formale, ma di una revisione profonda dell’intero impianto valutativo.

Il calendario viene leggermente rivisto con uno slittamento di circa 24 ore rispetto alla tradizione, mentre la filosofia generale della prova punta a valorizzare maggiormente il percorso personale dello studente, la sua crescita e il livello di responsabilità raggiunto nel triennio finale.

Orale al centro: il colloquio diventa decisivo

La prova orale assume un ruolo dominante all’interno dell’esame, con una durata prevista tra i 40 e i 60 minuti. Il colloquio non sarà più una semplice verifica finale, ma il vero fulcro della valutazione complessiva.

Una delle novità più rilevanti riguarda l’obbligo di partecipazione attiva: non sarà più possibile sottrarsi all’interrogazione. Episodi di “scena muta” o rifiuto della prova comporteranno automaticamente la bocciatura, segnando una netta discontinuità con il passato.

Condotta determinante per ammissione e crediti

Il voto in comportamento diventa un elemento chiave dell’intero percorso. Gli studenti con una valutazione inferiore a 6 in condotta non saranno ammessi all’esame.

Chi invece si presenta con il sei in comportamento dovrà sostenere un’ulteriore prova: la redazione e discussione di un elaborato aggiuntivo su temi di cittadinanza attiva e responsabilità sociale, assegnato dalla commissione.

Per chi ottiene almeno nove in condotta, si apre invece la possibilità di massimizzare il punteggio dei crediti scolastici nel triennio.

Nuova struttura del colloquio e materie fisse

Anche la struttura dell’orale cambia: scompare il tradizionale spunto libero della commissione. L’avvio del colloquio sarà invece affidato a una riflessione personale dello studente sul proprio percorso scolastico ed educativo.

Le discipline non saranno più completamente libere nei collegamenti: il Ministero selezionerà quattro materie fisse(Italiano, materia della seconda prova e altre due stabilite a gennaio).

Durante il colloquio sarà inoltre richiesto un approfondimento sull’esperienza dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO) e su temi legati a Costituzione, ambiente e cittadinanza.

Commissione più snella e nuovo sistema di valutazione

La commissione d’esame passa da 7 a 5 membri, composta da due commissari interni, due esterni e un presidente esterno, con l’obiettivo di rendere il processo più rapido e lineare.

La valutazione resta in centesimi, con la sufficienza fissata a 60/100. Il punteggio finale sarà così distribuito:

  • fino a 40 punti dai crediti scolastici
  • fino a 20 punti per la prima prova scritta
  • fino a 20 punti per la seconda prova
  • fino a 20 punti per il colloquio

Bonus ridotti e criteri più severi per il 100 e lode

Cambiano anche i meccanismi premiali: i punti bonus scendono da 5 a 3 e saranno riservati solo a chi raggiunge almeno 90 punti complessivi.

Per ottenere il massimo risultato, il 100 e lode, sarà necessario totalizzare il punteggio pieno nelle prove, mantenere un percorso impeccabile nei crediti e ottenere il consenso unanime della commissione, senza ricorrere ad alcuna integrazione bonus.

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