Messina, drone intercettato nel carcere di Gazzi: sequestrati cellulari, droga e accessori vietati

Bloccato un tentativo di introduzione illecita all’interno dell’istituto penitenziario. La Polizia penitenziaria ha recuperato il materiale trasportato dal velivolo prima che potesse raggiungere i detenuti

Serata di controlli intensificati quella di venerdì 5 giugno presso il carcere di Messina Gazzi, dove il personale della Polizia penitenziaria è riuscito a individuare e bloccare un drone sospetto che stava sorvolando l’area dell’istituto.

Il velivolo sarebbe stato utilizzato per tentare l’introduzione dall’esterno di materiale vietato destinato ai detenuti, sfruttando una modalità sempre più diffusa nei tentativi di aggirare la sicurezza delle strutture penitenziarie.

Sequestrati telefoni, caricabatterie e sostanze stupefacenti

Una volta intercettato il drone, gli agenti sono intervenuti recuperando l’involucro trasportato. Al suo interno sono stati trovati telefoni cellulari, caricabatterie e un ingente quantitativo di droga, destinati verosimilmente all’interno del penitenziario.

Tutto il materiale è stato immediatamente posto sotto sequestro, impedendo che potesse essere introdotto nella struttura detentiva.

L’allarme sul fenomeno dei droni nelle carceri

L’episodio conferma una tendenza sempre più frequente: l’utilizzo di droni per introdurre oggetti proibiti all’interno degli istituti penitenziari. Un fenomeno che sta spingendo le autorità a rafforzare i sistemi di vigilanza e contrasto, anche attraverso tecnologie di rilevamento e controlli mirati.

Alta attenzione della Polizia penitenziaria

L’intervento tempestivo degli agenti ha permesso di neutralizzare il tentativo di introduzione illecita, ribadendo il ruolo centrale della Polizia penitenziaria nella sicurezza interna ed esterna dell’istituto.

L’attività di controllo resta costante, soprattutto in un contesto in cui i metodi di introduzione di materiale illecito risultano sempre più sofisticati e difficili da intercettare.

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